
A Da Nang si contano circa 46.000 diplomati delle scuole medie inferiori, ma solo poco più di 38.690 posti disponibili nelle scuole pubbliche. L'accesso alle scuole pubbliche – considerato il percorso più stabile ed economico – si sta facendo sempre più difficile. Non si tratta più solo di una questione familiare, ma di un problema politico fondamentale che richiede una soluzione.
In teoria, gli studenti che non riescono ad accedere alle scuole pubbliche hanno comunque diverse opzioni: scuole private, corsi di formazione continua o formazione professionale. Tuttavia, la realtà è ben più complessa. Le scuole private, apparentemente l'opzione più ovvia, si scontrano con due ostacoli principali: il numero limitato di posti disponibili e le rette elevate. Per molte famiglie della classe operaia a basso reddito, le rette mensili di diversi milioni di dong rappresentano un onere gravoso per tre anni, senza contare le altre spese accessorie. Quando la "porta del privato" non è sufficientemente aperta, questa scelta si trasforma rapidamente in un privilegio di pochi, anziché in una soluzione universale.
In questo contesto, la formazione professionale viene spesso indicata come un percorso di carriera inevitabile. Tuttavia, l'approccio attuale rivela numerose lacune. Innanzitutto, c'è la questione dell'età. A 15 anni, la maggior parte degli studenti non è ancora sufficientemente matura, in termini di consapevolezza e sviluppo fisico, per prendere decisioni che plasmeranno tutta la loro vita. Mancano di esperienza, di capacità di autoconsapevolezza e sono più propensi a scegliere una professione basandosi su emozioni o pressioni familiari. Spingerli verso un percorso professionale troppo presto può portare a conseguenze opposte: scoraggiamento, abbandono degli studi o inserimento nel mondo del lavoro senza le competenze necessarie. Può persino aumentare la criminalità giovanile e turbare l'ordine pubblico, causando problemi e costi per le autorità.
Inoltre, l'attuale sistema di istruzione professionale non ha ancora instaurato un rapporto di fiducia solido. Le strutture, le infrastrutture e le attrezzature didattiche sono inadeguate. La qualità della formazione è disomogenea e il collegamento con le imprese rimane debole. Con prospettive occupazionali incerte, è difficile convincere genitori e studenti a scegliere volontariamente questo percorso.
Un altro grave svantaggio è la discontinuità nel percorso formativo. Molti programmi di formazione professionale attualmente non garantiscono il completamento della scuola superiore. Ciò significa che le opportunità di istruzione universitaria in futuro potrebbero essere limitate. Un approccio più ragionevole sarebbe invece un modello "due in uno", che combini la formazione professionale con il completamento della scuola superiore fino al dodicesimo anno, per preservare le possibilità di sviluppo a lungo termine. Tuttavia, a mio parere, la formazione professionale è più efficace se iniziata dopo il diploma di scuola superiore, perché a quel punto gli studenti hanno acquisito una formazione completa e sono in grado di orientarsi verso un nuovo percorso di vita.
La pressione non si fermerà quest'anno. Le previsioni indicano che la prossima coorte di studenti sarà ancora più numerosa a causa della tendenza ad avere figli nell'Anno del Drago, il che significa che il numero di studenti che non riusciranno ad accedere alle scuole pubbliche potrebbe continuare ad aumentare vertiginosamente se non verranno apportati tempestivamente degli aggiustamenti. Questo porterebbe non solo allo stress da esame, ma anche a una maggiore disuguaglianza nell'accesso all'istruzione, esercitando pressione sulle famiglie e sulla società. Si tratta di una questione delicata con potenziali ripercussioni a lungo termine sulla struttura sociale.
Per evitare che questo scenario si ripeta nell'anno scolastico 2027-2028, sono necessarie soluzioni sistemiche. Prima di tutto, è fondamentale aumentare l'offerta di scuole pubbliche, costruendone di più, ampliandone le dimensioni e utilizzando in modo flessibile le strutture esistenti. Questa è la soluzione di base, sebbene non sia facile da attuare a breve termine. Allo stesso tempo, il sistema scolastico privato deve essere ristrutturato per diventare un'opzione più valida. Il governo potrebbe valutare meccanismi di sostegno alle rette scolastiche o politiche come i "voucher scolastici" per ridurre l'onere per le famiglie a basso reddito. Solo allora le scuole private potranno realmente svolgere un ruolo nella condivisione della pressione con le scuole pubbliche.
In particolare, la riforma della formazione professionale deve essere al centro dell'attenzione. Ciò implica non solo il miglioramento della qualità della formazione, ma anche la riprogettazione del modello per integrare la formazione professionale con il completamento della scuola secondaria superiore, allineandola alle esigenze del mondo del lavoro e a chiare opportunità di impiego. Ancor più importante, richiede un cambiamento nella percezione sociale della formazione professionale, da "ultima risorsa" a "percorso valido" con ampie opportunità di impiego e redditi interessanti.
In definitiva, l'orientamento professionale non può basarsi esclusivamente sulla pressione degli esami. Gli studenti hanno bisogno di un orientamento precoce, di opportunità per conoscere diverse professioni e della possibilità di fare scelte consapevoli, senza sentirsi esclusi da una competizione che li vedrà affrontare il secondo anno di liceo il prossimo maggio. Il fatto che oltre 7.000 studenti non siano riusciti ad accedere alle scuole superiori pubbliche è una statistica significativa. Ci avverte che, senza un intervento tempestivo, potremmo costringere molti studenti a intraprendere un percorso diverso prima di aver raggiunto la maturità. Questo non è solo uno svantaggio per i singoli, ma anche una perdita per la società in futuro.
Fonte: https://baodanang.vn/dung-de-cac-em-re-loi-khi-chua-kip-truong-thanh-3332128.html








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