I segnali positivi provenienti dai negoziati tra Stati Uniti e Iran hanno portato a un raffreddamento dei mercati energetici la scorsa settimana, poiché gli investitori hanno attenuato le preoccupazioni relative a potenziali interruzioni delle forniture in Medio Oriente. Mentre i titoli energetici hanno subito una diffusa pressione di vendita, alcune materie prime agricole hanno mantenuto il loro slancio di ripresa, determinando una netta divergenza nel mercato globale delle materie prime durante la settimana di negoziazione dal 19 al 23 maggio. Alla chiusura della settimana, l'indice MXV è sceso dell'1,5%, a 2.904 punti.

Indice MXV. Fonte: MXV
Il mercato petrolifero rallenta in attesa della riapertura del bacino di Hormuz.
Secondo la Borsa Merci del Vietnam (MXV), il mercato energetico globale ha vissuto una settimana volatile, con i prezzi del petrolio che hanno invertito la rotta a seguito di notizie relative alle relazioni tra Stati Uniti e Iran e alla prospettiva di una ripresa dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz. Alla chiusura della settimana, tutte e cinque le materie prime energetiche hanno chiuso in territorio negativo. L'indice MXV per questo gruppo ha guidato il calo generale del mercato, crollando di quasi il 5% a 4.409 punti.
All'inizio della settimana si è manifestata una pressione di vendita, in quanto il mercato ha iniziato ad attenuare i rischi geopolitici che si erano riflessi sui prezzi del petrolio durante il precedente periodo di crescenti tensioni. Ciò è derivato dalle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, il quale aveva affermato che Washington aveva temporaneamente sospeso nuovi interventi militari contro l'Iran e che i due Paesi avevano "ottime possibilità" di raggiungere un accordo sul programma nucleare di Teheran.
Questi segnali hanno contribuito ad attenuare le preoccupazioni relative a potenziali interruzioni delle forniture in Medio Oriente, alimentando al contempo le aspettative di una rapida stabilizzazione del trasporto di energia attraverso lo Stretto di Hormuz. Di conseguenza, i prezzi del petrolio sono scesi di circa il 2% martedì (19 maggio) e hanno mantenuto un trend al ribasso per gran parte del resto della settimana.
Tuttavia, il calo non è stato continuo, poiché il mercato ha registrato una ripresa degli acquisti a seguito di una posizione più dura da parte dell'Iran e di segnali che indicavano una riduzione delle forniture di carburante negli Stati Uniti. Ciononostante, le notizie positive riguardanti i negoziati in corso tra Washington e Teheran hanno continuato a dominare il sentiment di mercato la scorsa settimana.
Al termine della settimana di negoziazione, il prezzo del petrolio WTI è sceso di quasi il 4,4%, attestandosi a 96,6 dollari al barile. Il petrolio Brent, invece, ha perso oltre il 5,2%, chiudendo la settimana a 103,54 dollari al barile.
Secondo MXV, il mercato energetico rimarrà volatile nel prossimo periodo. Ciò significa che il rischio di interruzione della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz non è stato completamente eliminato dal mercato.

Previsioni sul prezzo del petrolio Brent per giugno 2026. Fonte: MXV
I prezzi del mais hanno ripreso slancio al rialzo grazie alla domanda e ai biocarburanti.
Nel settore delle materie prime agricole, il mercato del mais ha registrato una ripresa dopo una settimana di scambi volatile. A fine settimana, i future sul mais di luglio al CBOT sono aumentati dell'1,43%, chiudendo a 182 dollari a tonnellata.
Secondo MXV, l'andamento del mercato del mais la scorsa settimana è stato influenzato simultaneamente dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, dall'andamento della semina negli Stati Uniti e dalla domanda effettiva del mercato internazionale.
L'evento più rilevante della settimana è stato l'annuncio della Casa Bianca secondo cui la Cina si è impegnata ad acquistare prodotti agricoli statunitensi per un valore aggiuntivo di almeno 17 miliardi di dollari all'anno fino al 2028. Questa informazione ha immediatamente innescato un'attività di acquisto a breve termine da parte di hedge fund e investitori a breve termine sul CBOT, sostenendo così un forte aumento dei prezzi del mais nelle prime sedute della settimana.

Importazioni di mais del Vietnam. Fonte: MXV
Tuttavia, il rapido aumento si è arrestato quando il Ministero del Commercio cinese ha confermato solo l'obiettivo di espandere il commercio agricolo bilaterale, senza menzionare l'entità specifica degli acquisti annunciata dagli Stati Uniti.
La mancanza di nuovi contratti di acquisto, unita al perdurare dei dazi doganali imposti dalla Cina sui prodotti agricoli statunitensi, ha determinato un ritorno alla cautela sul mercato. Dopo i forti guadagni di inizio settimana, sono riprese le prese di profitto a breve termine.
Ciononostante, il mercato ha continuato a ricevere un sostegno significativo dalla domanda di consumo effettiva. Il rapporto settimanale sulle esportazioni dell'USDA ha mostrato che le vendite di mais del vecchio raccolto hanno raggiunto i 2,12 milioni di tonnellate, superando di gran lunga le aspettative del mercato.
Di questo totale, il Giappone è stato il principale fornitore con quasi 787.400 tonnellate. Inoltre, la domanda costante proveniente dal Messico continua a sostenere le prospettive di consumo del mais statunitense.
Oltre al settore dei mangimi per animali, il mercato sta ricevendo sostegno anche dai biocarburanti, grazie all'approvazione da parte della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti di una legge che consente la vendita a livello nazionale della benzina E15 per tutto l'anno. Secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA), la produzione di etanolo si è ripresa la scorsa settimana, raggiungendo una media di 1,11 milioni di barili al giorno, il che supporta le prospettive a lungo termine per il consumo di mais.
Sul fronte interno, l'attività di importazione continua a essere vivace, grazie al ritorno delle forniture dall'India dopo un lungo periodo di interruzione. Si prevede che le importazioni di mais a maggio raggiungeranno quasi 1 milione di tonnellate.
Secondo le aziende, questa cifra potrebbe salire a quasi 1,4 milioni di tonnellate a giugno, di cui circa 140.000 tonnellate provenienti dall'India. Grazie all'abbondanza di importazioni e alla ripresa della domanda di miscelazione negli impianti di produzione di mangimi, si prevede che il mercato interno del mais rimarrà stabile nel prossimo futuro.
Fonte: https://congthuong.vn/gia-dau-the-gioi-giam-gan-5-458083.html








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