
Oggi i prezzi dell'oro si sono raffreddati.
All'inizio del 2 maggio (ora del Vietnam), il prezzo dell'oro sul mercato internazionale ha chiuso il fine settimana a 4.615 dollari l'oncia, in calo di 46 dollari rispetto al massimo di 4.661 dollari l'oncia raggiunto la notte precedente.
Sebbene molti esperti ritengano che le banche centrali non abbiano fretta di aumentare immediatamente i tassi di interesse, l'inasprimento della politica monetaria è comunque sufficiente a indurre gli investitori a vendere oro, un bene spesso considerato un "bene rifugio".
La scorsa settimana, nonostante la Federal Reserve statunitense (FED) avesse deciso di mantenere i tassi di interesse invariati, il mercato riteneva pressoché inesistente la probabilità di un taglio dei tassi quest'anno.
Lukman Otunuga, analista di mercato presso FXTM, ritiene che i prezzi dell'oro potrebbero continuare a subire pressioni la prossima settimana. "Non ci sono segnali che il conflitto con l'Iran si concluderà presto. Nonostante un accordo di cessate il fuoco, lo Stretto di Hormuz rimane chiuso alla navigazione, svantaggiando l'oro, dato che i prezzi del petrolio restano elevati e incidono sull'inflazione", ha previsto Otunuga.
Altri analisti sostengono che le principali banche centrali non possono agire in modo decisivo finché non avranno stabilito se l'inflazione è temporanea o di lunga durata.
Ciò manterrà i prezzi dell'oro bloccati in un intervallo ristretto, a causa dell'impatto combinato della politica monetaria e della volatilità geopolitica ed energetica. L'andamento del mercato dell'oro fluttuerà in base agli sviluppi nello Stretto di Hormuz e ai segnali provenienti dalla FED nel prossimo periodo.

Fonte: https://nld.com.vn/gia-vang-hom-nay-2-5-dao-chieu-di-xuong-196260502061742762.htm








Commento (0)