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Completare il database nazionale dei terreni entro il 2026.

L'obiettivo di completare la banca dati nazionale dei terreni entro il 2026 è fissato con il requisito che essa sia sincronizzata, accurata e operativa in tempo reale.

Báo Công thươngBáo Công thương30/03/2026

Standardizzare i dati, creare una "carta d'identità" univoca per ogni appezzamento di terreno.

Nel pomeriggio del 30 marzo, il Ministero dell'Agricoltura e dell'Ambiente, in coordinamento con il Ministero della Pubblica Sicurezza, ha organizzato una conferenza per l'attuazione di rilievi topografici, cartografia catastale e creazione di una banca dati nazionale dei terreni a livello nazionale.

Il Ministro dell'Agricoltura e dell'Ambiente Tran Duc Thang ha tenuto il discorso di apertura della conferenza. Foto: Thanh Tam

Il Ministro dell'Agricoltura e dell'Ambiente Tran Duc Thang ha tenuto il discorso di apertura della conferenza. Foto: Thanh Tam

Nel suo discorso di apertura, il Ministro dell'Agricoltura e dell'Ambiente Tran Duc Thang ha sottolineato che le banche dati sono il fondamento della trasformazione digitale. La creazione di una banca dati catastale non è solo un compito professionale, ma anche un compito politico chiave, a dimostrazione della determinazione dell'intero sistema nell'attuazione delle principali politiche per lo sviluppo dell'economia e della società digitali.

Nel corso del periodo appena trascorso, grazie alla campagna "90 giorni e notti", ministeri, settori e autorità locali hanno conseguito importanti risultati iniziali nell'arricchimento e nella pulizia dei dati. Tuttavia, secondo il Ministro, questo rappresenta solo il punto di partenza. L'obiettivo a lungo termine è quello di costruire un moderno ecosistema di dati catastali in cui tutti i circa 106 milioni di appezzamenti di terreno siano gestiti e operativi in ​​tempo reale.

Per raggiungere gli obiettivi entro il 2026, il Ministro ha richiesto agli enti locali di definire chiaramente il carico di lavoro, delineando le parti da completare e quelle da implementare ex novo; e al contempo di concentrarsi su soluzioni tecniche, implementazione organizzativa, mobilitazione delle risorse e garanzia della sicurezza del sistema. In particolare, il processo di implementazione deve procedere di pari passo con la risoluzione delle procedure amministrative, senza interrompere i servizi per i cittadini e le imprese.

Secondo il piano, la tabella di marcia per l'attuazione durerà da aprile alla fine del 2026, suddivisa in tre fasi: lancio (aprile-giugno), picco (luglio-settembre) e conclusione (ottobre-dicembre). Tuttavia, una delle principali sfide è rappresentata dalle risorse limitate, poiché attualmente l'intero Paese conta solo circa 10.000 funzionari direttamente coinvolti, insieme a quasi 1.000 imprese, a fronte di un carico di lavoro enorme.

Nel corso della conferenza, il signor Mai Van Phan, vicedirettore del Dipartimento di gestione del territorio, ha dichiarato che la creazione del database viene realizzata in modo sincronizzato e integrato per ridurre i tempi e migliorare la qualità.

Attualmente, a livello nazionale, si contano circa 106 milioni di particelle catastali. Dopo la "Campagna dei 90 giorni", sono stati raccolti dati per circa 61-62 milioni di particelle. Tuttavia, solo circa 24 milioni di particelle soddisfano i criteri di "correttezza, completezza, accuratezza e fattibilità". Pertanto, i compiti da svolgere consistono in due parti principali: completare i dati per circa 37 milioni di particelle già esistenti e implementare la raccolta dati per circa 45 milioni di particelle che attualmente ne sono sprovviste.

"Dei 37 milioni di lotti di terreno che devono essere completati, circa 18,5 milioni soddisfano già i requisiti e necessitano solo di essere rivisti e standardizzati; i restanti devono essere integrati e adeguati per soddisfare gli standard tecnici", ha spiegato il signor Phan.

In particolare, questo approccio rappresenta un cambiamento fondamentale. Invece di un'implementazione sequenziale, i processi di misurazione, registrazione, documentazione e creazione dei dati sono integrati ed eseguiti simultaneamente. Dopo le misurazioni sul campo, i dati vengono elaborati lo stesso giorno, la documentazione viene completata e il sistema viene aggiornato. Questo approccio "manuale" riduce significativamente i tempi, minimizza gli errori ed evita la necessità di revisioni multiple.

Un'altra importante novità è l'istituzione di un codice identificativo univoco per ogni particella catastale, considerato la "carta d'identità" della stessa. Ad oggi, sono stati emessi circa 67 milioni di codici identificativi, contribuendo all'eliminazione delle duplicazioni e a una maggiore efficienza gestionale.

Inoltre, il Ministero dell'Agricoltura e dell'Ambiente ha emanato la Circolare n. 19/2026/TT-BNNMT, che stabilisce i requisiti tecnici per l'integrazione del rilevamento topografico, della registrazione, della tenuta dei registri catastali e della creazione di banche dati. Questa circolare rappresenta un'importante base per consentire alle autorità locali di implementare il processo in modo uniforme, senza necessità di ulteriori indicazioni.

La nuova procedura prevede che ogni particella catastale, una volta completata, debba possedere simultaneamente tutte e tre le componenti di dati: dati spaziali, attributivi e legali, e che questi debbano essere immediatamente aggiornati nel sistema.

Oltre all'elaborazione dei dati, gli enti locali devono modernizzare le proprie infrastrutture informatiche, migliorare i software di gestione e sviluppare strumenti a supporto dell'elaborazione e dello sfruttamento dei dati.

I dati relativi al territorio saranno inoltre collegati ad altri database nazionali, in particolare al database demografico, creando le basi per una condivisione e un utilizzo unificati. Il principio fondamentale è garantire che i dati siano "accurati, completi, puliti, attivi, unificati e condivisi", con il criterio "attivo", ovvero aggiornato in tempo reale, che riveste un ruolo chiave.

Garantire la sicurezza dei dati e migliorare l'efficienza del loro utilizzo.

Intervenendo alla conferenza, il tenente generale Nguyen Van Long, viceministro della Pubblica Sicurezza, ha affermato che, di recente, i due ministeri hanno collaborato strettamente per standardizzare, ripulire e collegare i dati, dando gradualmente vita a una piattaforma unificata di dati catastali a livello nazionale.

Panoramica della conferenza. Foto: Thanh Tam

Panoramica della conferenza. Foto: Thanh Tam

Uno dei risultati più significativi è la standardizzazione del software condiviso, che ha superato la precedente frammentazione e facilitato l'integrazione e la sincronizzazione dei dati. Ad oggi, il Paese ha esaminato oltre 61 milioni di particelle catastali, di cui circa 24 milioni soddisfano i criteri di "correttezza, completezza e regolarità". Tuttavia, il criterio di "effettiva esistenza" necessita ancora di ulteriori miglioramenti.

In realtà, alcune località come Hanoi, Dong Thap e Thai Nguyen hanno ottenuto risultati positivi, mettendo gradualmente i dati in pratica. Tuttavia, la percentuale di dati conformi agli standard rimane bassa; anche le località con buoni risultati hanno raggiunto solo circa il 38%. Secondo un rappresentante del Ministero della Pubblica Sicurezza, la sfida più grande al momento non è solo il carico di lavoro, ma anche la necessità di migliorare la qualità dei dati e garantirne l'attualità e la sincronizzazione in tutto il sistema.

In particolare, la garanzia della sicurezza e della protezione delle informazioni riveste un'importanza prioritaria. L'esperienza internazionale dimostra che i paesi sviluppati destinano in genere circa il 20-25% dei loro investimenti totali alla sicurezza dei dati. Pertanto, tutti i sistemi devono soddisfare pienamente gli standard di sicurezza prima di poter essere messi in funzione. Inoltre, alcune località non hanno stanziato proattivamente risorse, soprattutto in termini di infrastrutture informatiche, il che ha influito negativamente sul processo di implementazione.

Per far fronte a questa situazione, il Ministero della Pubblica Sicurezza ha richiesto alle autorità locali di rafforzare la propria leadership, mobilitare risorse e promuovere il coordinamento interistituzionale. Allo stesso tempo, è necessario che continuino a sostenere la verifica, la pulizia e l'interconnessione dei dati, in particolare dei dati in tempo reale sugli utenti del territorio.

Un altro requisito fondamentale è quello di perfezionare il sistema in modo che sia intuitivo, facile da usare e incentrato sulle persone. I cittadini devono essere messi nelle condizioni di fornire e aggiornare proattivamente le informazioni, migliorando così la qualità dei dati e l'efficienza della gestione.

Inoltre, le autorità locali devono rafforzare il collegamento e l'interoperabilità dei dati con il database nazionale della popolazione. Questa è una condizione importante per migliorare l'efficienza dello sfruttamento dei dati, a supporto del lavoro statistico, dell'analisi, della gestione e dell'erogazione di servizi pubblici online.

Il completamento del database nazionale dei terreni non solo è utile per la gestione statale, ma costituisce anche la base per lo sviluppo di un governo digitale, un'economia digitale e una società digitale. A seguito della conferenza, ministeri, settori e autorità locali continueranno a coordinarsi strettamente e ad attuare i compiti in modo sincrono, con l'obiettivo di raggiungere il traguardo entro il 31 dicembre 2026, come indicato dal Governo e dal Comitato Direttivo Centrale.

Il principio fondamentale è che i dati devono essere "accurati, completi, puliti, attivi, coerenti e condivisi", dove "attivi" è l'elemento chiave, garantendo che i dati vengano aggiornati regolarmente e siano operativi in ​​tempo reale.

Fonte: https://congthuong.vn/hoan-thien-co-so-du-lieu-dat-dai-quoc-gia-trong-nam-2026-449504.html


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