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Il miglioramento delle istituzioni spiana la strada alla svolta per Ho Chi Minh City.

La città di Ho Chi Minh sta attuando con urgenza importanti progetti per il periodo 2025-2030, con la visione di una nuova era per la città dopo la fusione, aspirando a uno sviluppo rapido e sostenibile, al raggiungimento di un ruolo di rilievo a livello regionale e a una profonda integrazione internazionale.

Báo Sài Gòn Giải phóngBáo Sài Gòn Giải phóng02/11/2025

In precedenza, a partire dal 1° luglio, Ho Chi Minh City è diventata una megalopoli del Paese, creando l'urgente necessità di un quadro istituzionale adeguato che consentisse alla città di "liberare" il suo pieno potenziale e di adempiere alla sua missione per la nazione. Ho Chi Minh City è stata inoltre designata dal Politburo come polo di crescita per la regione sud-orientale. La Risoluzione 31-NQ/TW del Politburo ha richiesto alla città di svilupparsi in una moderna città industriale e dei servizi, una forza trainante nell'economia e nella società digitale, un centro economico, finanziario, commerciale, di libero scambio, culturale, educativo e scientifico-tecnologico nazionale, profondamente integrato a livello internazionale, con una posizione di rilievo nel Sud-est asiatico e in Asia, e dotato di competitività globale.

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Area urbana di Ho Chi Minh City

Nel suo discorso direttivo al Primo Congresso del Comitato del Partito di Ho Chi Minh City, mandato 2025-2030, il Segretario Generale To Lam ha ribadito questa strategia e ha sottolineato la massima priorità: completare la pianificazione e la riprogettazione dello spazio di sviluppo secondo una mentalità multipolare, integrata e connessa, operando nell'ambito di un modello di governance multicentrico. Il Segretario Generale ha in particolare osservato che si tratta di una nuova questione di importanza decisiva; più si protrae il ritardo, maggiori saranno le opportunità di sviluppo perse dalla città.

Per realizzare questi obiettivi strategici, Ho Chi Minh City ha fissato traguardi specifici per i prossimi cinque anni, affrontando una pressione enorme. Nello specifico, per il periodo 2026-2030, si prevede che la città dovrà mobilitare ulteriori 8-12 miliardi di dollari all'anno per raggiungere un tasso di crescita del PIL regionale del 10-11% annuo e un PIL regionale pro capite di 14.000-15.000 dollari entro il 2030.

In realtà, a Ho Chi Minh City non mancano le potenzialità finanziarie. Il PIL regionale consolidato della città è stimato in 3.030 miliardi di VND, pari al 23,5% del PIL nazionale. Le entrate di bilancio per i primi 10 mesi del 2025 hanno raggiunto circa 652.500 miliardi di VND e si prevede che raggiungeranno i 737.000 miliardi di VND per l'intero anno, pari al 36,7% delle entrate totali del bilancio nazionale. Tuttavia, il divario tra il potenziale e lo slancio dello sviluppo persiste. La questione centrale è disporre di meccanismi in grado di trasformare il potenziale in slancio di sviluppo.

Attualmente, Ho Chi Minh City è una megalopoli del Paese, ma continua a "indossare il manto istituzionale di una città di livello provinciale", il che non è più compatibile con il suo nuovo status. Il compito urgente è quello di integrare e "aggiornare" la Risoluzione 98 nella direzione di un'espansione dell'autonomia e dell'autodeterminazione, in modo che la città disponga di un quadro giuridico più solido per attuare la "ricostruzione dello spazio di sviluppo" nello spirito della direttiva del Segretario Generale To Lam.

Nella bozza di emendamento alla Risoluzione 98 (presentata al Governo dal Ministero delle Finanze lo scorso fine settimana), sono stati proposti diversi meccanismi strategici innovativi, che pongono le basi per l'ingresso della città in una nuova fase di crescita. Tra questi figurano la Zona di Libero Scambio (FTZ) di Ho Chi Minh City e l'"ammodernamento" dei meccanismi di sviluppo urbano basati sul modello di Sviluppo Orientato ai Trasporti (TOD)...

In particolare, l'istituzione della Zona di Libero Scambio, unitamente ai gruppi di lavoro politici integrati, incorpora numerosi meccanismi innovativi e unici per attrarre investitori strategici e mobilitare risorse nazionali ed estere per lo sviluppo di Ho Chi Minh City, creando le basi per un nuovo modello di sviluppo.

Il meccanismo TOD, d'altro canto, propone di ampliare il proprio ambito di applicazione, passando dallo sviluppo delle infrastrutture di trasporto a uno sviluppo urbano integrato, in linea con le tendenze delle megalopoli di tutto il mondo. Questo meccanismo consente alle città una maggiore flessibilità nell'uso del suolo, in particolare sfruttando i terreni destinati al TOD per generare finanziamenti di contropartita per investimenti pubblici, come ad esempio per progetti ferroviari nell'ambito del modello build-transfer. In questo modo, la città disporrà di uno strumento più efficace e conveniente per mobilitare capitali nella pianificazione integrata, combinando lo sviluppo dei trasporti con lo sviluppo di spazi abitativi, posti di lavoro e servizi, riducendo così la pressione demografica.

Nella sua comunicazione al Governo, il Ministero delle Finanze ha affermato che sussistono sufficienti basi politiche, legali e pratiche per sottoporre all'Assemblea Nazionale, per la valutazione, la modifica e l'integrazione della Risoluzione 98 attraverso una procedura semplificata. L'aggiornamento tempestivo della Risoluzione 98 non è solo un'esigenza urgente per Ho Chi Minh City, ma anche una decisione strategica per l'intero Paese, volta a creare una solida base istituzionale per questa metropoli all'avanguardia. Con l'autonomia e un meccanismo di transizione adeguato, Ho Chi Minh City potrà trasformare il suo enorme potenziale in una forza trainante per la crescita. In questo modo, la città potrà svolgere al meglio il suo ruolo di motore di sviluppo, integrarsi profondamente nella comunità internazionale e dare un contributo significativo alla costruzione e alla tutela di una nazione prospera, civile e felice.

Fonte: https://www.sggp.org.vn/hoan-thien-the-che-mo-duong-cho-tphcm-dot-pha-post821392.html


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