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Occhiali intelligenti: "occhi digitali" per i non vedenti.

La fotocamera grandangolare a 110 gradi di EchoVision cattura circa il 50% in più della scena rispetto ai tradizionali occhiali intelligenti, riducendo la necessità per gli utenti di girare continuamente la testa.

VietnamPlusVietnamPlus06/01/2026

Sebbene la praticità degli occhiali intelligenti per l'utente medio rimanga controversa, per le persone ipovedenti il ​​dispositivo si sta rapidamente affermando come un "paio di occhi digitali", aiutandole ad accedere al mondo che le circonda in modo più attivo e indipendente.

Domande che sembrano così comuni – “Cosa serve questo ristorante?”, “Questo autobus è sulla strada giusta?”, “Chi c'è davanti a me?” – rappresentano in realtà un grande ostacolo per i non vedenti.

In particolare, la maggior parte degli occhiali intelligenti attualmente sul mercato non sono progettati specificamente per questo gruppo di utenti.

Tuttavia, grazie all'intervento delle startup tecnologiche e al rapido progresso dell'intelligenza artificiale (IA), gli occhiali intelligenti stanno gradualmente trovando la loro missione più chiara: aiutare le persone ipovedenti.

Secondo Aaron Preece, caporedattore della rivista AccessWorld della American Foundation for the Blind (AFB), la differenza risiede nelle esigenze degli utenti. Ha affermato: "Per le persone vedenti, gli occhiali intelligenti si limitano a ripetere ciò che hanno già visto. Per i non vedenti, invece, si tratta di informazioni completamente nuove e di grande utilità pratica."

In passato, le persone ipovedenti si affidavano principalmente alle app per smartphone per percepire l'ambiente circostante. Tuttavia, dover tenere in mano il telefono e puntarlo con la giusta angolazione rendeva l'esperienza meno naturale. Preece stesso è ipovedente. Ha affermato: "Quando la fotocamera è posizionata proprio sopra la testa, tutto diventa molto più intuitivo".

Secondo l'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, attualmente nel mondo ci sono circa 43 milioni di persone non vedenti e quasi 300 milioni di persone con disabilità visiva da moderata a grave. Queste cifre evidenziano l'enorme necessità di tecnologie per l'accessibilità, e gli occhiali intelligenti si stanno affermando come una soluzione promettente.

Attualmente, gli occhiali con intelligenza artificiale di Meta, progettati nello stile di Ray-Ban o Oakley, sono uno dei prodotti più utilizzati dalle persone ipovedenti. Il dispositivo permette agli utenti di descrivere la scena che hanno di fronte tramite comandi vocali e può connettersi all'app Be My Eyes, consentendo loro di ricevere assistenza diretta da volontari.

Inoltre, alcune aziende stanno optando per un approccio più specializzato. La startup statunitense Agiga ha sviluppato gli occhiali EchoVision con il contributo diretto della comunità dei non vedenti, incluso il leggendario artista Stevie Wonder. Secondo Agiga, il sistema di descrizione sonora di EchoVision è più dettagliato e contestualmente ricco rispetto ai prodotti esistenti.

La fotocamera grandangolare a 110 gradi di EchoVision cattura circa il 50% in più della scena rispetto ai tradizionali occhiali intelligenti, riducendo la necessità per gli utenti di girare continuamente la testa.

Il prodotto dovrebbe essere lanciato nel primo trimestre del 2026 al prezzo di 599 dollari, escluso il costo dell'abbonamento al servizio di intelligenza artificiale: un prezzo più elevato, ma che include un supporto approfondito.

Nel frattempo, l'azienda olandese Envision sta perseguendo una strategia di sviluppo di software specificamente per ipovedenti, in grado di funzionare con vari tipi di occhiali. I nuovi occhiali di Envision, sviluppati in collaborazione con Solos (Hong Kong), hanno un prezzo di 699 dollari, che include un abbonamento annuale al software Ally.

Karthik Mahadevan, CEO di Envision, sostiene che concentrarsi esclusivamente sull'hardware per i non vedenti rende difficile trovare un equilibrio tra costi e accessibilità. Ha affermato: "Crediamo che il software a supporto dei non vedenti debba essere integrato nelle piattaforme di occhiali più diffuse, sia per ridurre i costi sia per ampliare la diffusione".

Lo sviluppo dell'intelligenza artificiale sta aprendo la strada ad applicazioni completamente nuove. La startup HapWare ha presentato il braccialetto tattile Aleye, che permette agli utenti di "tradurre" le emozioni e gli atteggiamenti altrui in tempo reale attraverso degli occhiali intelligenti, trasmettendo poi i corrispondenti segnali di pressione al braccio di chi lo indossa.

Il CEO di HapWare, Jack Walters, ha dichiarato: "Gran parte della comunicazione umana è non verbale, e le persone con disabilità visiva faticano molto ad accedervi. La tecnologia può colmare questa lacuna."

Tuttavia, gli sviluppatori sono cauti riguardo ai limiti dell'IA. Envision riconosce che il suo sistema non può essere preciso al 100% e sconsiglia agli utenti di utilizzare gli occhiali intelligenti come strumento di navigazione principale, poiché piccoli errori nel riconoscimento degli ostacoli potrebbero essere pericolosi.

Tuttavia, oltre alla navigazione, gli occhiali intelligenti si stanno dimostrando utili in molte situazioni quotidiane: riconoscimento di oggetti, lettura di testi, descrizione spaziale, fotografia o semplicemente per aiutare le persone ipovedenti a comprendere meglio l'ambiente circostante.

Il signor Preece ha affermato: "Anche quando le informazioni non sono del tutto accurate, riesco comunque a farmi un'idea generale. Per le persone non vedenti, questo significa essere proattivi, ed è proprio questo il valore più grande degli occhiali intelligenti."

(VNA/Vietnam+)

Fonte: https://www.vietnamplus.vn/kinh-thong-minh-doi-mat-so-cho-nguoi-khiem-thi-post1086901.vnp


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