
Considerando che il numero di stranieri residenti in Giappone dovrebbe raggiungere circa 4,13 milioni entro la fine del 2025, il livello più alto di sempre, Tokyo sta inviando un segnale chiaro sull'intensificazione dei controlli sui flussi di persone in entrata e in uscita dal Paese.
Il punto più rilevante è il significativo aumento delle tariffe relative al permesso di soggiorno. Secondo il disegno di legge, la tariffa massima per la domanda di permesso di soggiorno permanente potrebbe passare da 10.000 yen a 300.000 yen. Allo stesso tempo, anche le tariffe per le procedure di cambio di status o di rinnovo del permesso di soggiorno, attualmente comprese tra 6.000 e 10.000 yen, subiranno un aumento considerevole. Il governo giapponese sostiene che l'aumento delle tariffe sia finalizzato a compensare l'aumento dei costi amministrativi, ma in realtà rappresenta anche uno strumento per selezionare e regolare la domanda di permessi di soggiorno a lungo termine.
Questa mossa riflette un cambiamento nell'approccio di Tokyo all'immigrazione. Da molti anni, il Giappone si trova ad affrontare un grave problema di invecchiamento della popolazione. Secondo i dati ufficiali, le persone di età pari o superiore a 65 anni rappresentano ormai quasi il 30% della popolazione, mentre la forza lavoro continua a diminuire. Per sostenere la crescita economica , il Paese è stato costretto ad ampliare l'accettazione di lavoratori stranieri. Tuttavia, anziché optare per un modello di apertura su larga scala, il Giappone rimane fedele a una strategia di "apertura controllata", dando priorità alla manodopera qualificata e rafforzando le misure di gestione.
Oltre ad aumentare le tariffe, il Giappone implementerà dal 2028 un sistema elettronico di autorizzazione al viaggio (EVA), applicabile ai cittadini di 74 paesi e territori esenti da visto. I viaggiatori dovranno dichiarare online prima della partenza informazioni quali identità, scopo del viaggio e luogo di alloggio, affinché le autorità possano effettuare i controlli di sicurezza.
Questo cambiamento di politica indica che il Giappone sta entrando in una fase di gestione più rigorosa dell'immigrazione. Il Paese non sta chiudendo le porte agli stranieri, ma vuole garantire che il processo di ammissione sia più selettivo e più facile da controllare, dato che il numero di stranieri ha superato i 4 milioni.
Il disegno di legge non è quindi una semplice modifica tecnica alle tariffe o alle procedure di ingresso, ma riflette anche un cambiamento strategico nella politica migratoria giapponese, che continua ad aprirsi, ma con barriere di gestione più elevate e meccanismi di controllo più rigorosi.
Fonte: https://baovanhoa.vn/the-gioi/mot-buoc-ngoat-quan-important-233256.html









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