Queste informazioni sono state diffuse dopo che i media iraniani hanno confermato che Teheran e Washington stanno ancora scambiandosi bozze di emendamenti a un memorandum d'intesa (MoU) volto a raggiungere un accordo per porre fine al conflitto. Ciò indica che i canali diplomatici vengono mantenuti parallelamente alle operazioni militari sul campo.
L'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, citando fonti attendibili, ha riferito che l'Iran apporterà delle modifiche alla bozza di accordo attualmente in fase di discussione con gli Stati Uniti.
Questa mossa giunge dopo che i media statunitensi hanno riportato che Washington aveva modificato alcuni contenuti della bozza e l'aveva rimandata a Teheran per una revisione. Fonti hanno sottolineato che le modifiche apportate dagli Stati Uniti alla bozza non significano che l'Iran abbia accettato i nuovi termini, e hanno affermato che "nulla è stato ancora definito" nell'attuale processo negoziale.
Secondo fonti statunitensi, il presidente Donald Trump ha espresso preoccupazioni su alcuni aspetti della bozza di legge, tra cui la questione dello sblocco dei beni iraniani congelati. Washington starebbe inoltre cercando di imporre condizioni più severe in merito al materiale nucleare di Teheran.
I negoziati si svolgono nel contesto degli sforzi di entrambe le parti per finalizzare un Memorandum d'intesa (MoU) al fine di porre fine al conflitto scoppiato alla fine di febbraio. Sebbene l'8 aprile sia stato stabilito un cessate il fuoco temporaneo, entrambe le parti continuano a scambiarsi diverse opzioni per raggiungere un accordo globale, con il Pakistan che funge da mediatore.
Lo stesso giorno, il presidente francese Emmanuel Macron ha ulteriormente intensificato la pressione diplomatica, esortando Stati Uniti e Iran a raggiungere rapidamente un accordo e chiedendo il pieno ripristino del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, in conformità con il diritto internazionale.
Sulla piattaforma social X, Macron ha dichiarato di aver parlato con diversi leader regionali, tra cui il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, l'emiro dell'Oman Haitham bin Tariq, il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohamed bin Zayed Al Nahyan e il presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi. Secondo il leader francese, la priorità immediata è mantenere il cessate il fuoco e garantire l'apertura incondizionata della strategica rotta marittima attraverso lo Stretto di Hormuz, una via di navigazione che trasporta circa il 20% del petrolio commercializzato a livello mondiale.
Macron ha inoltre affermato che la Francia è pronta ad aderire a un'iniziativa multinazionale co-guidata da Francia e Regno Unito per proteggere la sicurezza marittima nella regione. Il presidente Macron ha anche avvertito che la stabilità regionale deve iniziare dal Libano e ha invitato tutte le parti a cessare le azioni militari.
Nel frattempo, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha confermato di aver avuto una telefonata con il presidente francese Macron, durante la quale ha sottolineato che il Cairo sta conducendo intensi contatti diplomatici con diverse parti interessate per sostenere il raggiungimento di un accordo globale tra Stati Uniti e Iran. Il leader egiziano ha ribadito la posizione del suo Paese, basata sui principi del diritto internazionale, sul rispetto della sovranità nazionale e sul diritto di ogni nazione a controllare le proprie risorse.
PHUONG OANH
Fonte: https://baocantho.com.vn/my-va-iran-xac-nhan-cac-cuoc-tan-cong-moi-a206045.html









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