Mentre la nebbia mattutina aleggia ancora sulla valle e i primi raggi di sole sfiorano dolcemente le antiche mura di mattoni, My Son emerge come un regno di ricordi. Lì, ogni centimetro di terra, ogni pietra, sembra recare i segni del tempo. Tra i solenni templi e le torri, il respiro di una civiltà un tempo gloriosa sembra ancora aleggiare.

Il tempio si erge silenzioso sotto il sole del primo mattino.
Santuario degli dei
La strada che conduce a My Son si apre su una valle appartata, circondata da dolci montagne. In questo scenario tranquillo, il sito sacro appare profondo e misterioso. Per quasi nove secoli, dal IV al XIII secolo, fu il centro religioso più importante dell'antico regno di Champa. Oggi, tra le verdi montagne e le foreste, decine di templi e torri ancora esistenti, insieme alle mura di cinta e ai numerosi manufatti conservati, sono sufficienti a guidare i visitatori in uno spazio architettonico e religioso unico nel suo genere nel Sud-est asiatico.
Rispetto a complessi imponenti come Angkor, il complesso templare di My Son è relativamente modesto. Ma è proprio questa sobrietà a mettere in luce la profondità di pensiero e la raffinata abilità tecnica del popolo Champa. I gruppi di torri sono disposti in modo ordinato secondo una struttura rituale: il tempio principale (Kalan) al centro, con l'ingresso rivolto a est, la direzione degli dei; di fronte si trova la torre d'ingresso (Gopura), seguita dal Mandapa, il luogo di culto e delle danze sacre.

My Son è un luogo che attrae molti turisti internazionali.
Una passeggiata a My Son è anche un viaggio alla scoperta del tesoro della scultura Champa. Migliaia di manufatti in arenaria, terracotta e ceramica sono ancora esposti tra i templi e nel Museo di My Son. In particolare, l'altare A10 – uno dei Tesori Nazionali provenienti da My Son – è un raro manufatto che si è conservato relativamente intatto ed è custodito nella sacralità del tempio A10.
La fusione armoniosa tra natura e fede fa di My Son non solo una struttura creata dall'uomo, ma parte integrante dell'ordine cosmico nella visione del mondo Champa. I bassorilievi, le statue di divinità, i danzatori, i motivi decorativi e le creature mitologiche sui mattoni antichi dimostrano che gli antichi abitanti non erano in opposizione alla natura, ma vivevano in armonia con essa. Le danze Champa di oggi non sono una semplice rievocazione, ma la continuazione di un'ininterrotta tradizione culturale.
My Son Night – Una leggenda si risveglia nella valle sacra.
Se di giorno il luogo sacro appare come un museo a cielo aperto della memoria di Champa, di notte si fa più mistico. La luce si ritira dalle antiche mura di mattoni, le montagne e le foreste si fanno più fitte e la valle ritrova il suo ritmo primordiale. Nell'oscurità, le antiche torri non sono più oggetti di ammirazione visiva, ma diventano spazi di percezione intuitiva ed emotiva.

Le apsara danzano accanto all'antica torre al tramonto.
L'oscurità avvolgeva i templi come un velo cerimoniale. Il vento frusciava tra le fessure delle torri, creando un suono basso e costante che ricordava antichi canti. Le strutture millenarie apparivano sfocate nella luce soffusa, al contempo reali e irreali, come se sussurrassero la storia di una civiltà svanita ma mai veramente scomparsa.
La bellezza notturna del sito storico si svela ai visitatori attraverso esperienze culturali uniche. Spettacoli artistici come " La notte leggendaria di My Son" ricreano aspetti della vita rituale e spirituale degli antichi. Lì, le danzatrici Apsara appaiono vibranti e aggraziate, come se uscissero da un sogno. In quel momento, architettura, musica , danza e luce si fondono, riportando in vita il luogo sacro con un nuovo ritmo, antico e contemporaneo al tempo stesso.
In quello spazio, ci rendiamo improvvisamente conto che My Son non è solo un sito patrimonio dell'UNESCO, ma un luogo di profondo incontro con la memoria culturale attraverso la miracolosa capacità dell'arte di preservare lo spirito di una civiltà.
Articolo di: Ha Xuyen Khe
Foto: Nguyen Sanh Quoc Huydi
Fonte: https://heritagevietnamairlines.com/my-son-thung-lung-thoi-gian/
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