
A Bikaner, in India, le persone bevono acqua per rinfrescarsi durante la stagione calda. Foto: ANI/VNA
Dall'agricoltura alla produttività del lavoro, dal consumo di elettricità al turismo, molti settori hanno iniziato a risentire chiaramente dell'impatto di un prolungato riscaldamento climatico.
Questo avvertimento è stato lanciato dall'esperto di clima Florian Gallo di AXA Climate, l'unità di analisi dei rischi climatici del gruppo assicurativo AXA, in un rapporto recentemente pubblicato dal quotidiano francese La Tribune.
Secondo il rapporto, gli impatti del cambiamento climatico non si limitano alle ondate di calore da record che ricevono una notevole attenzione mediatica. Ancora più pericoloso è il graduale aumento della temperatura media nel tempo, che altera profondamente le condizioni climatiche a cui siamo abituati e porta a una serie di conseguenze economiche a lungo termine.
Per illustrare questo fenomeno, Florian Gallo lo paragona a questo: "Alcune riparazioni possono essere molto costose, ma nel corso degli anni, ciò che costa di più agli inquilini è il graduale aumento dell'affitto nel tempo".
Secondo questo esperto, il pubblico presta spesso attenzione alle giornate in cui le temperature raggiungono i 35 gradi Celsius in piena primavera, ma meno attenzione agli inverni insolitamente miti. Eppure, sono proprio questi cambiamenti lenti ma prolungati che possono sconvolgere molte attività economiche.
L'agricoltura è attualmente uno dei settori più colpiti. Il rapporto cita l'esempio della produzione di champagne nella regione di Reims, in Francia. Le temperature insolitamente calde del febbraio 2026 hanno causato una germogliazione anticipata delle viti, che sono state poi distrutte dalle gelate tardive.
Secondo Gallo, quando le piante germogliano troppo presto, diventano molto più vulnerabili se in primavera ritorna il freddo. Un fenomeno simile ha causato un calo della produzione vinicola in alcune regioni della Francia fino al 30% nel 2021.
Inoltre, il rapporto suggerisce che molte colture tradizionali potrebbero gradualmente diventare inadatte al clima delle loro regioni agricole storiche. Secondo questo esperto di clima, a volte basta un aumento di soli 2°C delle temperature estive per diversi anni consecutivi per alterare completamente le condizioni di produzione.
Alcuni vitigni popolari, come lo Chardonnay e il Pinot Meunier, sono ormai considerati in declino in determinate regioni della Francia. Nel frattempo, gli investimenti nel settore vitivinicolo si stanno spostando verso zone più fresche del Nord Europa, come il Kent in Inghilterra o il Belgio.
Il rapporto avverte inoltre che l'aumento prolungato delle temperature sta riducendo la produttività del lavoro in molti settori, soprattutto in quelli che prevedono lavori all'aperto. Secondo Florian Gallo, anche quando la temperatura percepita è di soli 23-24 gradi Celsius, le prestazioni lavorative iniziano già a diminuire. I lavoratori si assentano più spesso dal lavoro, mentre aumentano anche i congedi per malattia, in particolare in settori come l'edilizia e l'agricoltura.
Secondo AXA Climate, alcune aree dell'Asia meridionale potrebbero perdere fino al 7% in più di produttività del lavoro entro la metà di questo secolo a causa degli effetti combinati dell'aumento delle temperature e dell'umidità. Negli Stati Uniti, molti stati del sud-est hanno già registrato perdite economiche di diversi punti percentuali del PIL a causa delle ondate di calore.
Un'altra conseguenza è il forte aumento della domanda di elettricità dovuto alla crescente popolarità dei condizionatori d'aria. Secondo le ricerche, le famiglie che utilizzano i condizionatori d'aria consumano in media circa il 36% di elettricità in più rispetto alle famiglie che non ne possiedono.
Nel sud-est degli Stati Uniti, si prevede un aumento del 20% del consumo di elettricità domestica a causa della maggiore domanda di raffreddamento. Secondo Gallo, il problema non è rappresentato solo dalle giornate torride con temperature intorno ai 40 gradi Celsius, ma anche dall'uso prolungato dei condizionatori d'aria, da metà maggio fino a ottobre.
Anche le regioni montuose rientrano tra quelle ad alto rischio. In India, oltre la metà della produzione idroelettrica dipende direttamente dall'acqua proveniente dai ghiacciai himalayani, che si stanno sciogliendo rapidamente a causa dei cambiamenti climatici.
Nel frattempo, anche il turismo invernale in Europa è seriamente minacciato. Numerosi studi prevedono che il numero di giorni di neve sulle montagne francesi potrebbe diminuire del 30-50% nei prossimi decenni, mettendo a repentaglio la redditività di molte stazioni sciistiche entro il 2050.
Secondo Florian Gallo, l'adattamento ai cambiamenti climatici non è più solo una questione ambientale, ma è diventato un'esigenza economica urgente.
Tuttavia, la sfida più grande è che gli attuali costi di investimento sono spesso molto elevati, mentre i benefici si manifestano solo nel lungo termine. Secondo numerosi studi internazionali, ogni dollaro investito nell'adattamento climatico può generare dai 7 ai 10 dollari di benefici economici futuri.
Tuttavia, per le località più piccole o per le piccole e medie imprese, effettuare un grande investimento ora in cambio di benefici tra qualche decennio rimane un problema di difficile soluzione.
Secondo gli esperti, se i governi si concentrano solo sui disastri visibili come ondate di calore estreme o incendi boschivi, ignorando gli impatti più sottili ma a lungo termine dell'aumento delle temperature, potrebbero sottovalutare la reale portata del pericolo che il cambiamento climatico rappresenta per l'economia in futuro.
Secondo VNA
Fonte: https://baoangiang.com.vn/nang-nong-keo-dai-am-tham-de-doa-kinh-te-toan-cau-a487145.html








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