Invia i dati relativi alle violazioni direttamente al tuo telefono.
Non è raro imbattersi in automobilisti che non rispettano i semafori rossi, che gettano rifiuti per terra o che occupano abusivamente i marciapiedi. Tuttavia, non tutti sono disposti a fermarsi e segnalare queste infrazioni, in parte per timore di un confronto e in parte a causa di procedure complesse. Il Decreto del Governo 61/2026/ND-CP, che disciplina la raccolta e l'utilizzo dei dati provenienti da dispositivi tecnici forniti da individui e organizzazioni per individuare le violazioni amministrative, in vigore dal 1° aprile e in sostituzione del Decreto 135/2021/ND-CP, rappresenta un nuovo passo avanti nell'applicazione della tecnologia digitale alla gestione dello Stato.

Tramite l'applicazione VNeID, i cittadini possono inviare immagini, video e informazioni relative a violazioni amministrative di cui hanno registrato la presenza. L'ambito delle segnalazioni non è più limitato a questioni relative a traffico, ambiente, sicurezza antincendio o droga; ora si estende a molti altri settori come la pesca e le frequenze radio.
L'articolo 16 del Decreto 61 introduce una nuova modalità di fornitura dei dati tramite l'applicazione di identificazione nazionale (VNeID) e altre applicazioni per dispositivi mobili. Ora, anche i dati dei cittadini stessi, dei loro telefoni, delle telecamere di bordo e dei dispositivi personali possono diventare preziose fonti di informazione. Ciò significa che i dati provenienti dalla società non sono più solo un riferimento, ma vengono inseriti in un quadro giuridico chiaro, diventando base per il trattamento qualora soddisfino i requisiti necessari.
Non si tratta di un caso in cui "puoi inviare qualsiasi cosa".
In realtà, ampliare le modalità di segnalazione non significa che tutte le informazioni saranno accettate. In precedenza, il Decreto 135 stabiliva che la raccolta dei dati dovesse garantire obiettività e veridicità; immagini e video dovevano mostrare chiaramente il comportamento illecito, il momento e il luogo in cui si è verificato; e non dovevano ledere la libertà, l'onore, la dignità, la privacy, i segreti personali e gli altri diritti e interessi legittimi di individui e organizzazioni, come previsto dalla legge.
Ora, con il Decreto 61, l'elemento della privacy viene applicato in modo più rigoroso, richiedendo la tutela dei "segreti familiari". Ciò mira a prevenire l'abuso della normativa per filmare, fotografare e diffondere informazioni in modo arbitrario.
Il Decreto 61 chiarisce ulteriormente i diritti di protezione dei dati personali dei titolari del trattamento, collegandoli direttamente alla "legge sulla protezione dei dati personali". Informazioni quali nome e cognome, indirizzo, firma e altri dati personali sono garantite nella loro assoluta riservatezza, offrendo maggiore tranquillità ai cittadini che forniscono tali informazioni. I dati falsificati, manipolati o alterati non solo verranno rimossi, ma potranno essere soggetti a severe sanzioni.
Mettiamo fine alla situazione del "invia e aspetta".
Con le nuove normative, è stato ampliato anche l'ambito di competenza degli enti e delle unità autorizzate a ricevere e raccogliere dati sulle violazioni amministrative, con l'introduzione dei "Comitati popolari a tutti i livelli", che avvicinano il processo di ricezione delle informazioni sulle violazioni alla base della vita cittadina. Invece di affidarsi a forze specializzate, i cittadini possono segnalare le violazioni direttamente nelle proprie zone di residenza, tramite le autorità comunali e di quartiere, facilitando un'elaborazione più rapida e accurata delle informazioni.
Anche il meccanismo di feedback rappresenta un miglioramento significativo. Invece di limitarsi a inviare i risultati dell'elaborazione per iscritto, come avveniva in precedenza, le autorità possono ora notificarli tramite un'applicazione elettronica e devono anche indicare se i dati sono stati trasferiti a un altro ente per l'elaborazione. In questo modo, i cittadini non devono più attendere passivamente lo stato di avanzamento della pratica, ma possono monitorare l'iter di elaborazione in modo più chiaro.
* Avvocato NGUYEN HUU NGOC, Ordine degli avvocati di Ho Chi Minh City:
Ogni cittadino è un "cane da guardia".
Il Decreto 61/2026/ND-CP rappresenta un passaggio dalla "gestione statale" alla "cogovernance sociale". L'aspetto innovativo risiede nel meccanismo di identificazione delle responsabilità, abbinato alla sicurezza dell'identità; attraverso il VNeID, ogni cittadino diventa a tutti gli effetti un "supervisore".
L'utilizzo di account di identificazione di livello 2 su VNeID come canale per la ricezione di feedback contribuisce a risolvere due problematiche attuali. Elimina l'anonimato irresponsabile, responsabilizzando coloro che forniscono feedback sull'accuratezza dei dati forniti. Allo stesso tempo, protegge i segnalatori di illeciti tramite la tecnologia di crittografia, impedendo che la loro identità venga rivelata all'ente ricevente e alla persona segnalata.
Inoltre, il decreto stabilisce la massima accuratezza per le prove elettroniche attraverso il posizionamento GPS e i dati in tempo reale. Ciò non solo tutela i diritti diretti dei cittadini, ma esercita anche pressione sugli enti amministrativi affinché operino in modo trasparente, poiché tutte le procedure di elaborazione sono ora tracciate nel sistema digitale. Si tratta di un passo importante verso la costruzione di un governo digitale equo e civile.
Fonte: https://www.sggp.org.vn/phan-anh-vi-pham-hanh-chinh-qua-vneid-post847221.html









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