Secondo la Borsa merci vietnamita (MXV), nonostante la bassa liquidità, alcune materie prime chiave come il caffè Robusta e il petrolio Brent hanno comunque registrato un interesse positivo da parte degli acquirenti, spingendo così l'indice MXV in leggero rialzo dello 0,04% a 2.326 punti alla chiusura del mercato.

La negoziazione di 4 materie prime industriali su 9 è stata temporaneamente sospesa. Fonte: MXV
Nel gruppo delle materie prime industriali, nonostante la sospensione temporanea delle contrattazioni per 4 dei 9 articoli, i prezzi del caffè Robusta hanno comunque registrato un aumento di quasi lo 0,6%, raggiungendo i 4.539 dollari a tonnellata.
Le condizioni meteorologiche avverse negli Altipiani Centrali continuano a rappresentare un fattore significativo a sostegno dei prezzi del caffè. Le storiche inondazioni verificatesi durante il picco del raccolto hanno danneggiato vaste aree di piantagioni di caffè, provocando la caduta di alberi e rendendo difficile la raccolta per gli agricoltori.
Inoltre, la decisione dell'UE di posticipare l'attuazione del Regolamento antideforestazione (EUDR) fino alla fine del 2026 fornisce un ulteriore sostegno psicologico ai prezzi del caffè nel breve termine.
Sul mercato interno, il 27 novembre il prezzo dei chicchi di caffè verde sfuso si è leggermente adeguato, attestandosi tra 111.000 e 112.000 VND/kg, ma il potere d'acquisto è rimasto molto debole, poiché agricoltori e commercianti hanno mantenuto un atteggiamento di accaparramento, nella speranza di una forte ripresa dei prezzi.

3 su 5 materie prime energetiche sono temporaneamente sospese dalle negoziazioni. Fonte: MXV
Nel settore energetico, i prezzi del petrolio Brent sono aumentati di oltre lo 0,5%, raggiungendo i 63,39 dollari al barile. Le aspettative di un rapido taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (FED) continuano a rappresentare un fattore chiave di sostegno, indebolendo il dollaro e indirizzando i flussi di capitale verso attività denominate in dollari, come il petrolio greggio.
Inoltre, la mancanza di progressi concreti nella situazione geopolitica tra Russia e Ucraina ha indotto alcuni operatori a chiudere le proprie posizioni short.
Le forniture provenienti dalla Russia si sono ridotte a causa del forte calo delle esportazioni di prodotti petroliferi nella prima metà di novembre, mentre molte petroliere sono state costrette ad attendere più di una settimana a causa dell'impatto delle nuove sanzioni.
Il mercato sta attualmente monitorando attentamente la riunione dell'OPEC+, che dovrebbe mantenere i tagli alla produzione fino al 2026, contribuendo così alla stabilità dei prezzi.
Fonte: https://hanoimoi.vn/thi-truong-tram-lang-ngay-le-ta-on-724978.html
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