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| Il Vietnam ha a cuore la pace ed è un membro responsabile, che partecipa attivamente, proattivamente ed efficacemente all'opera comune delle Nazioni Unite. (Foto: VGP) |
Pertanto, il 30 aprile 1975 non è solo una gloriosa pietra miliare nella storia della nazione, ma anche l'incarnazione simbolica della volontà di indipendenza, dell'aspirazione alla pace e della forza dell'unità nazionale del popolo vietnamita.
La vittoria del 30 aprile 1975 ha inaugurato una nuova era di indipendenza, unità e progresso dell'intera nazione verso il socialismo. Ma dietro quella grande vittoria si celavano innumerevoli sacrifici e perdite insostituibili. Milioni dei migliori figli e figlie della nazione sono caduti coraggiosamente; milioni di famiglie sono state separate; innumerevoli madri vietnamite hanno mandato i loro figli in guerra e hanno atteso con ansia il loro ritorno. Brigate di giovani volontari, operai civili e gente comune – coloro che avevano "aratri e fucili in mano" – hanno contribuito con ogni chicco di riso e ogni goccia di sangue al fronte. Questi ricordi sono custoditi nella storia e sono diventati parte integrante della coscienza nazionale, forgiando la resilienza e l'orgoglio del Vietnam.
Tuttavia, nonostante i fatti storici accertati nel tempo, persistono individui e organizzazioni reazionarie, nonché opportunisti politici , che distorcono e negano deliberatamente il significato della vittoria del 30 aprile. Ogni volta che si celebra l'anniversario della Liberazione del Sud e della riunificazione del Paese, le false narrazioni vengono diffuse con maggiore frequenza e in forme più sofisticate, soprattutto su internet.
Questi individui cercano di distorcere la natura della guerra di resistenza contro gli Stati Uniti, presentandola erroneamente come una "guerra civile", negando la giustezza della lotta di liberazione nazionale e persino diffondendo l'idea che "non ci siano stati vincitori né vinti". Alcune organizzazioni, mascherandosi da "società civile", "patriottismo" o "preoccupate per il destino della nazione", in realtà promuovono il pluralismo e i sistemi multipartitici, negano il ruolo di leadership del Partito, distorcono le direttive del Partito e le politiche dello Stato e fomentano il malcontento in una parte della popolazione, in particolare tra i giovani.
In particolare, queste argomentazioni spesso sfruttano le perdite e i danni della guerra in modo unilaterale, distaccandosi deliberatamente dal contesto storico specifico e portando così a percezioni distorte. Ancor più pericolosamente, alcuni dei loro contenuti incitano all'odio, riaprono le ferite della guerra e minano l'unità nazionale, che è il fattore decisivo per tutte le vittorie della rivoluzione vietnamita.
Occorre affermare che, nello specifico contesto storico del Vietnam, la guerra di resistenza contro gli Stati Uniti per salvare la nazione fu una guerra giusta, volta a proteggere l'indipendenza, la sovranità e l'unità del paese. Si trattò di una lotta dell'intera nazione vietnamita contro l'aggressione e l'imposizione del neocolonialismo, e non fu assolutamente una "guerra civile" come alcune narrazioni distorte suggeriscono.
Il Vietnam è un paese amante della pace. Fin dai primi anni della guerra di resistenza, il Presidente Ho Chi Minh e il nostro Partito hanno ripetutamente espresso la loro disponibilità a negoziare e a cercare soluzioni pacifiche per evitare spargimenti di sangue. L'Accordo di Parigi del 1973 ne è una chiara dimostrazione. Tuttavia, di fronte all'ostinazione, alla belligeranza e alla profonda ingerenza degli imperialisti statunitensi, il popolo vietnamita è stato costretto a imbracciare le armi per difendere i sacri diritti della nazione: indipendenza, libertà e unità nazionale.
Valutazioni oggettive della comunità internazionale hanno confermato la giustezza della guerra di resistenza. Molti studiosi e storici in tutto il mondo hanno riconosciuto la vittoria del Vietnam nel 1975 come il trionfo di una nazione piccola ma resiliente contro una potente superpotenza militare, un simbolo della lotta di liberazione nazionale del XX secolo. Distorcere deliberatamente la storia non è solo un atto di mancanza di rispetto per la verità, ma anche un insulto a coloro che si sono sacrificati per il loro paese. Ancor più pericoloso, distorce la percezione, soprattutto tra le giovani generazioni, che non hanno avuto l'opportunità di vivere direttamente la guerra e accedono alla storia principalmente attraverso libri e l'ambiente digitale.
La lotta per proteggere i fondamenti ideologici e salvaguardare la verità storica non è solo responsabilità delle autorità competenti, ma anche una responsabilità condivisa dall'intera società. Ogni cittadino, in particolare le giovani generazioni, deve acquisire proattivamente una conoscenza storica sistematica, accedere alle informazioni da fonti ufficiali e affidabili e, al contempo, rafforzare la propria "resistenza" alla disinformazione, astenendosi dal condividere o diffondere frettolosamente contenuti non verificati.
Pertanto, la lotta per proteggere i fondamenti ideologici e salvaguardare la verità storica non è solo responsabilità delle autorità, ma anche responsabilità condivisa dell'intera società. Ogni cittadino, in particolare le giovani generazioni, deve acquisire proattivamente una conoscenza storica sistematica, accedere alle informazioni da fonti ufficiali e affidabili e, al contempo, rafforzare la propria "resistenza" alla disinformazione, astenendosi dal condividere o diffondere frettolosamente contenuti non verificati.
Rispettare la storia non significa chiudersi nel passato, ma piuttosto comprendere il valore del presente e tracciare un percorso per il futuro. Dopo la guerra, il Vietnam ha scelto la via della riconciliazione, della cooperazione e dello sviluppo. Da paese gravemente devastato, il Vietnam è gradualmente risorto, raggiungendo importanti traguardi socio-economici e rafforzando costantemente la sua posizione sulla scena internazionale.
La politica estera indipendente, autosufficiente, multilaterale e diversificata del Vietnam, guidata dallo spirito di "lasciarsi il passato alle spalle e guardare al futuro", gli ha permesso di stabilire relazioni diplomatiche con la maggior parte dei paesi del mondo, compresi quelli che un tempo erano avversari in guerra. La normalizzazione delle relazioni tra Vietnam e Stati Uniti nel 1995 e l'ampia partecipazione del Vietnam a organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, l'ASEAN e l'OMC, sono una chiara dimostrazione della validità di questo approccio.
Questi risultati dimostrano ulteriormente che il rispetto per la storia non è in contraddizione con lo spirito di riconciliazione; al contrario, è il fondamento per costruire la fiducia, promuovere la cooperazione e lo sviluppo sostenibile. Una nazione che rispetta il proprio passato e guarda alla storia con obiettività e umanità avrà la forza di guardare al futuro con fiducia. In occasione dell'anniversario del Giorno della Vittoria, il 30 aprile, ogni vietnamita, in patria o all'estero, può esprimere la propria gratitudine attraverso azioni concrete: partecipando alle attività commemorative, approfondendo la storia nazionale, diffondendo valori positivi e contrastando con fermezza la disinformazione, contribuendo alla tutela della verità storica.
La storia non è qualcosa che può essere arbitrariamente distorta o alterata secondo una volontà soggettiva. È una verità verificata nel tempo, attraverso documenti, prove e la memoria di un'intera nazione. Proteggere la storia, quindi, significa anche proteggere il fondamento spirituale, l'identità e la forza intrinseca della nazione. La vittoria del 30 aprile sarà per sempre simbolo di una volontà indomabile, dell'aspirazione all'indipendenza e all'unità nazionale. Non importa quanto tempo passi, non importa quante generazioni si susseguano, il valore di quella vittoria rimane intatto. La nostra responsabilità oggi non è solo quella di ricordare, ma anche di preservare, diffondere e proteggere questi sacri valori da ogni distorsione o inesattezza. Rispettare la storia dei nostri antenati non è solo fonte di orgoglio, ma anche un'azione per costruire una società migliore, una nazione più forte, degna degli immensi sacrifici che le generazioni precedenti hanno compiuto per la Patria.
https://nhandan.vn/tran-trong-nhung-gia-thieng-lieng-cua-lich-su-post958789.html
Fonte: https://huengaynay.vn/chinh-polit-xa-hoi/tran-trong-nhung-gia-thieng-lieng-cua-lich-su-165133.html








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