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I bambini e la pressione invisibile dei social media.

Il recente incendio divampato in un ristorante di noodle con lumache in via Tran Hung Dao (quartiere Cau Ong Lanh, Ho Chi Minh City), che ha causato la morte di una madre e dei suoi due figli, ha suscitato profondo dolore. Le immagini del funerale sono diventate virali in breve tempo, concentrandosi sulla piccola figura del figlio maggiore, accasciato accanto alle tre bare. Riuscirà a superare lo shock della perdita della madre e dei due fratelli, mentre le sue azioni, seppur involontarie, sono diventate un fenomeno virale sui social media?

Báo Sài Gòn Giải phóngBáo Sài Gòn Giải phóng14/12/2025


I bambini e la pressione invisibile dei social media.


I bambini sono un gruppo vulnerabile

In un video ripreso accidentalmente da un passante, il ragazzo arriva alla camera ardente in uniforme scolastica. Durante il funerale, il suo aspetto sconvolto, i suoi occhi stanchi e soprattutto il momento in cui china il capo davanti al ritratto della madre, sono stati immortalati da molte persone con i loro cellulari. Quel momento straziante è stato condiviso e si è diffuso rapidamente sui social media. Sotto il video, sono arrivati ​​molti messaggi di condoglianze e parole di incoraggiamento, ma anche commenti sulla sua situazione familiare, sulla scuola che frequenta e persino previsioni sul suo futuro. L'eccessiva attenzione degli estranei non ha certo alleviato il dolore del bambino; ​​al contrario, i suoi occhi si sono fatti ancora più smarriti e pieni di compassione. Una volta superato il lutto, come farà a sopportare la sua immagine diffusa ovunque sui social? Per quanto forte possa essere, non può evitare di soffrire, poiché il suo dolore è diventato il fulcro dei commenti online.

Nel 2022, una madre è finita al centro dell'attenzione dei social media quando ha trasmesso in diretta streaming un incontro con i rappresentanti di una scuola privata di Ho Chi Minh City riguardo a un'aggressione subita dalla figlia da parte di una compagna di classe, una questione che la scuola non aveva gestito adeguatamente. L'incidente è stato ampiamente riportato dai media e il video della discussione tra la madre e la scuola è diventato virale, ricevendo innumerevoli commenti e critiche dalla comunità online. Alcuni hanno sostenuto che la gestione della situazione da parte della scuola fosse irragionevole, mentre altri hanno condannato la madre per aver "perso le staffe" e costretto la figlia a cambiare scuola. Mentre gli adulti erano impegnati a sostenere di avere ragione, il danno maggiore è ricaduto sui bambini, che sono diventati oggetto di accese discussioni tra compagni di classe e persino estranei.

Nell'era della diffusione capillare dei social media, la semplice pubblicazione dell'immagine o del nome di qualcuno in relazione a uno scandalo lo rende immediatamente "famoso". In realtà, molti adulti sono costretti a disabilitare i commenti o addirittura a cancellare i propri account sui social perché non riescono a gestire la pressione delle critiche pubbliche. Questo è uno dei motivi per cui molte piattaforme social ora consentono la registrazione di account personali solo a partire da una determinata età. Tuttavia, questa barriera è inefficace, poiché gli utenti hanno molti modi per aggirarla, come falsificare la propria data di nascita, utilizzare il nome di qualcun altro per registrarsi sui social, ecc. I bambini, con la loro limitata esperienza di vita e la loro immaturità, non sono abbastanza forti da resistere ai commenti malevoli, che possono causare ferite emotive insidiose con conseguenze imprevedibili.

Una solida "fortezza" di protezione da parte della famiglia.

L'educazione di un bambino è da sempre considerata responsabilità di tre soggetti: la scuola, la famiglia e la società. Tra questi, la famiglia rappresenta l'anello più importante, poiché i genitori comprendono meglio la personalità dei propri figli. Alcuni bambini sono estroversi, amano ricevere lodi e esprimersi in pubblico; altri sono introversi e si sentono a disagio o addirittura ansiosi quando sono sotto gli occhi di molti. Quando i bambini non sono ancora in grado di proteggersi da soli, i genitori sono i "custodi" più vicini, capaci di distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è per loro. Purtroppo, molti genitori oggi, spinti dall'ego e dall'orgoglio personale, pubblicano senza remore foto e successi dei propri figli sui social media per ricevere lodi e ammirazione dalla comunità online. Col tempo, "esibire" i propri figli diventa un'abitudine, trasformandoli in oggetto di vivaci discussioni tra adulti, con intenzioni sia positive che negative.

La legge sancisce chiaramente il diritto dei minori alla protezione della propria immagine e dei propri dati personali. Pubblicare immagini e violare la loro privacy senza il loro consenso o quello delle loro famiglie è illegale. Tuttavia, la violazione dell'immagine e della privacy dei minori continua a verificarsi senza che vi siano sanzioni adeguate a scoraggiarla. È fondamentale che gli adulti che utilizzano i social media si astengano dal condividere o discutere immagini che li ritraggano. Questo è il modo più efficace per proteggere le future generazioni del nostro Paese; non distruggiamo il futuro di questi bambini per piaceri effimeri.

L'articolo 32 del Codice Civile del 2015 stabilisce che le persone (compresi i minori) hanno diritto alla propria immagine. L'utilizzo dell'immagine di una persona deve avvenire con il suo consenso. Inoltre, secondo l'articolo 21 della Legge sui Minori del 2016, i minori hanno il diritto inviolabile alla privacy, ai segreti personali e ai segreti di famiglia. Infine, il comma 11 dell'articolo 6 della Legge sui Minori del 2016 stabilisce che è severamente vietato pubblicare o divulgare informazioni sulla vita privata e sui segreti personali dei minori senza il consenso dei minori di 7 anni e dei loro genitori o tutori.

MINH TR ANG


Fonte: https://www.sggp.org.vn/tre-em-va-ap-luc-vo-hinh-tu-mang-xa-hoi-post828588.html


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