L'identificazione della proprietà facilita le cose anche per le persone. Foto: NQ

Di conseguenza, a ciascun prodotto immobiliare (casa unifamiliare, appartamento, progetto di costruzione, ecc.) verrà assegnato un codice di identificazione elettronico (E-ID). Questo codice è una stringa di caratteri (compresi numeri e lettere), con una lunghezza massima di 40 caratteri; viene generato e assegnato separatamente a ciascuna abitazione e a ciascun prodotto del progetto, garantendo l'assenza di duplicazioni.

Il vantaggio dell'identificazione fondiaria è che elimina le ambiguità legali. Grazie a un numero di identificazione univoco, acquirenti e venditori possono accedere pubblicamente a informazioni ufficiali sulla pianificazione, lo stato di avanzamento dei lavori e la cronologia delle transazioni, anziché affidarsi a intermediari o al passaparola. Ciò contribuisce a eliminare i progetti "fantasma", le bolle speculative sui prezzi dei terreni e protegge le persone dal rischio di frode.

L'identificazione immobiliare facilita anche le transazioni, l'acquisto, la vendita e la gestione di case e terreni per i cittadini. Il codice di identificazione immobiliare è come una carta d'identità rilasciata a ciascun cittadino, o come un "certificato di nascita" per gli immobili. Oltre al certificato di proprietà fondiaria, il database nazionale attesta l'identificazione dei diritti di proprietà dei cittadini. Ciò semplifica le transazioni, soprattutto in caso di trasferimento di proprietà, poiché le informazioni vengono aggiornate immediatamente nel sistema.

Il Decreto 357 dimostra chiaramente la tendenza alla gestione del mercato immobiliare attraverso la tecnologia e la digitalizzazione. Il codice identificativo immobiliare è considerato un passo importante nella roadmap di digitalizzazione per il settore abitativo e il mercato immobiliare, in linea con le esigenze gestionali del nuovo contesto.

Tuttavia, molte persone sono preoccupate che l'identificazione degli immobili possa comportare la presentazione di documenti aggiuntivi o l'espletamento di nuove procedure amministrative. I cittadini trarranno un reale beneficio solo se l'assegnazione dei codici di identificazione immobiliare sarà accompagnata da sostanziali riforme amministrative. Se ci si limita all'assegnazione dei codici, mentre transazioni come trasferimenti, successioni e registrazioni immobiliari continuano a richiedere la presentazione di documenti cartacei e i vecchi tempi di attesa, sarà difficile percepirne i benefici concreti.

Secondo il Decreto 357, i cittadini non sono tenuti a presentare documenti o fornire informazioni aggiuntive. I dati saranno integrati e condivisi dagli enti statali competenti. Affinché l'identificazione degli immobili sia realmente efficace, il fattore chiave è la qualità dei dati inseriti.

Il codice identificativo è semplicemente uno strumento tecnico per la gestione delle informazioni relative agli immobili nell'ambiente digitale; non equivale a diritti di proprietà o di utilizzo del terreno. In assenza di una chiara regolamentazione legale, può facilmente generare malintesi tra il valore della gestione dei dati e l'effettivo valore legale dell'immobile.

Alcuni sostengono che assegnare un identificativo univoco a ogni immobile porterà a prezzi più bassi o alla fine della speculazione. Gli esperti, tuttavia, ritengono che si tratti di una comprensione incompleta. Gli identificativi degli immobili non modificano direttamente i prezzi; servono solo come strumento di identificazione e gestione. Il valore fondamentale dell'identificazione risiede nella creazione di una piattaforma dati unificata e trasparente.

Quando ogni immobile è dotato di una "carta d'identità elettronica", tutte le informazioni, dalla pianificazione alla costruzione, dalle transazioni ai mutui fino ai trasferimenti di proprietà, vengono tracciate in modo continuo. Questo contribuisce a far sì che il mercato passi gradualmente da una fiducia emotiva a una fiducia basata sui dati, limitando transazioni dubbie, manipolazioni dei prezzi e speculazioni.

Nel contesto di un mercato immobiliare poco trasparente, il Decreto 357 dovrebbe fornire allo Stato le basi per applicare efficacemente strumenti regolamentari come tasse e credito. Ciò indirizzerà i flussi di capitale verso uno sviluppo sostenibile, anziché verso la speculazione a breve termine.

Luce bianca

Fonte: https://huengaynay.vn/kinh-te/can-cuoc-bat-dong-san-163145.html