A novembre le principali banche pubblicano le loro ricerche sulle prospettive dell'economia statunitense.
La stagione di revisioni delle prospettive economiche statunitensi di quest'anno è tutt'altro che uniforme. Goldman Sachs prevede una forte crescita negli Stati Uniti, pari al 2,1%, il doppio rispetto alle previsioni di UBS. Alcune banche prevedono un dimezzamento dell'inflazione statunitense entro il 2024. Altre ritengono che i prezzi rimarranno stabili, attestandosi intorno al 3%, ben al di sopra dell'obiettivo della Federal Reserve. Inoltre, le aspettative di prossimi tagli dei tassi di interesse variano da 0 a 2,75 punti percentuali.
La differenza tra questi scenari non si limita a un disaccordo sulle prospettive di crescita. Gli economisti di Goldman Sachs prevedono che la crescita economica e l'inflazione negli Stati Uniti rimarranno elevate, mentre i loro colleghi di UBS ritengono che entrambi i fattori rallenteranno significativamente.
Presso Bank of America, gli analisti prevedono un'inflazione stagnante, il che significa che i tassi di interesse della Fed subiranno poche variazioni. Morgan Stanley, tuttavia, prevede uno scenario di "deflazione perfetta", in cui l'inflazione torna al livello obiettivo senza che il tasso di crescita scenda al di sotto del trend.
Gli economisti di Deutsche Bank sostengono che l'economia stia tornando agli anni '70, quando le banche centrali agirono in modo sconsiderato con l'inflazione. Quelli di UBS prevedono un "cambiamento in stile anni '90": una crescita lenta dovuta al calo dei tassi di interesse, seguita da un boom grazie all'aumento della produttività dovuto alle nuove tecnologie. Jan Hatzius di Goldman Sachs sostiene che i paragoni con decenni fa siano "eccessivamente semplicistici" e possano trarre in inganno gli investitori.
La mancanza di correlazione tra le previsioni suggerisce che il futuro è molto difficile da prevedere. La maggior parte delle persone è sorpresa dall'impennata dell'inflazione, dalla rapidità con cui si rendono necessari gli aumenti dei tassi di interesse e, successivamente, dalle potenziali prospettive di ripresa economica.
Tuttavia, un filo conduttore unisce le narrazioni degli economisti. Molti sembrano pensare che il peggio sia passato. "L'ultimo miglio" è il titolo del documento di previsione di Morgan Stanley. Goldman Sachs descrive l'attuale situazione economica statunitense affermando che "la parte difficile è finita". Inoltre, si prevede che entro il 2024 le contraddizioni interne all'economia statunitense si risolveranno.
Forse nel 2025 si raggiungerà nuovamente un consenso sui documenti programmatici.
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