La pubblicazione del libro giunge in un momento in cui il cinema vietnamita sta affermando sempre più la propria posizione, espandendo la propria influenza a livello nazionale e lasciando il segno in numerosi festival cinematografici internazionali. Ciò crea l'urgente necessità di costruire un sistema sistematico per la ricerca, la valutazione e l'analisi dei film, non solo in ambito didattico, ma anche nella critica e nella ricerca cinematografica.

Sebbene i metodi sociologici siano diventati sempre più diffusi negli studi letterari e culturali, la loro applicazione all'arte, in particolare al cinema, rimane relativamente nuova in Vietnam. Con questo approccio, la teoria e la critica cinematografica vanno oltre la semplice visione e valutazione dei film come opere indipendenti; al contrario, li collocano in una complessa relazione con fattori socio-culturali, fondamenti tecnologici, pubblico e istituzioni coinvolte nella produzione cinematografica. Da questa prospettiva, il libro suggerisce una direzione di ricerca che contribuisce a definire la posizione del cinema nel contesto in continua evoluzione della globalizzazione, della tecnologia e della cultura popolare.

La copertina del libro.

Il libro è composto da sei capitoli. Il capitolo 1 definisce gli obiettivi, la visione e la metodologia di ricerca, evidenziando al contempo il rapporto intrinseco tra la sociologia del cinema e la tradizione sociologica in generale, nonché con la sociologia della cultura e dell'arte in particolare. I capitoli 2, 3 e 4 ampliano la prospettiva, considerando il cinema come una sintesi di relazioni sociali.

Basandosi sulle idee di K. Marx e sulla teoria della complessità culturale di I. Even-Zohar, l'autore delinea la complessa relazione tra cinema, arte e letteratura, suggerendo così un approccio multidimensionale: il cinema è al contempo un'industria dell'intrattenimento culturale e un processo socio-culturale. Ciascun quadro di riferimento solleva interrogativi sulla paternità dell'opera nel processo di produzione collettiva, nonché sul ruolo del pubblico nella valutazione del valore cinematografico.

La natura multiforme e le complesse relazioni del cinema hanno gettato le basi per la definizione delle funzioni delle istituzioni all'interno della società cinematografica, come illustrato nel Capitolo 4. Nel Capitolo 5, il cinema viene considerato come una serie di simboli che rappresentano la realtà, sollevando interrogativi fondamentali: lo scopo ultimo del cinema è semplicemente la riproduzione della realtà? In che modo il processo di simbolizzazione e decodifica della realtà nel cinema interagisce con la realtà sociale stessa? Il Capitolo 6 amplia la prospettiva, considerando il cinema come un mondo polarizzato secondo la teoria del "campo" di P. Bourdieu, basata su criteri differenti a seconda del pubblico, della cultura e della regione.

Ogni capitolo include letture integrative, osservazioni e discussioni pratiche, incoraggiando gli studenti non solo ad assimilare le conoscenze fondamentali presentate nel libro, ma anche a sviluppare un pensiero indipendente su ogni argomento basandosi sui materiali di riferimento forniti.

Con il suo approccio stratificato e multidimensionale, questo manuale dimostra l'impegno di Phung Ngoc Kien nel svelare la complessità della domanda fondamentale su questa forma d'arte emergente: "Cos'è il cinema?", anziché semplificarla in un'unica risposta lineare. Si tratta di una guida utile non solo per gli studenti di dottorato in studi cinematografici, ma anche per chiunque sia interessato alla natura stratificata e interdisciplinare della settima arte.

    Fonte: https://www.qdnd.vn/van-hoa/sach/nghien-cuu-dien-anh-tu-goc-nhin-xa-hoi-hoc-1042507