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Ripensando al Tet del passato...

Perché gli antichi chiamavano l'ultima notte dell'anno "Giao Thua" (Capodanno), quando in realtà "Giao Thua" è un nome molto comune e terreno.

HeritageHeritage05/02/2026



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Nonostante il tono formale, "Giao Thừa" (Capodanno) è in realtà un nome molto familiare e semplice. "Giao" significa restituire e "thừa" significa ricevere.

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In parole semplici, è il momento in cui l'anno vecchio chiude il suo passato, affida i suoi affari al nuovo anno e poi si ritira silenziosamente. Non è una fine brusca, ma un passaggio di consegne dolce e naturale.

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Pertanto, la notte di Capodanno non è solo il momento in cui l'orologio cambia l'ora, ma un momento in cui le persone credono che le disgrazie dell'anno vecchio siano lasciate alle spalle e che si accolgano le cose belle.

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Gli antichi chiamavano questa notte anche "Capodanno", la notte del cambiamento. Un cambiamento che riguarda il cielo e la terra e che si estende ai cuori degli uomini.

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Forse è per questo che la notte di Capodanno richiede sempre tranquillità. Le case sono in ordine, le offerte vengono poste davanti alla porta, le preghiere vengono recitate con moderazione, senza rumori o disturbi.

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Che gli antenati tornino a casa in pace, che il nuovo anno inizi con un caloroso benvenuto e che ognuno rifletta sull'anno trascorso prima di sorridere entrando nel nuovo anno.

Foto: Kim Dung, Pham Dung

Rivista del patrimonio


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