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Il riciclo dei sottoprodotti apre la strada a un futuro più verde.

Nel contesto dei cambiamenti climatici, dell'inquinamento ambientale e dell'esaurimento delle risorse, che si configurano come sfide globali sempre più pressanti, molti giovani scelgono di avviare un'attività imprenditoriale non solo per scopi commerciali, ma anche per affrontare problematiche sociali.

Hà Nội MớiHà Nội Mới25/05/2026

Dai gusci di gamberi alla paglia, dai sottoprodotti della cannella alla fibra di cocco e ai fondi di caffè... materiali un tempo considerati rifiuti vengono ora "rivitalizzati" dai giovani e trasformati in prodotti utili, contribuendo alla promozione dell'economia circolare e di uno stile di vita ecologico.

Dai sottoprodotti alle soluzioni ambientali

Uno dei progetti che ha recentemente attirato l'attenzione è CHITOFLOW, un filtro biologico per l'acqua a base di nano-chitosano sviluppato da un gruppo di studenti di diverse università e scuole superiori. Il progetto nasce dalla realtà della scarsità di acqua potabile nel delta del Mekong, dove milioni di persone sono colpite dall'intrusione di acqua salata, dall'acidità dell'acqua e dall'inquinamento microbico.

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Membri del progetto CHITOFLOW – Nucleo del filtro biologico per l'acqua a base di nano-chitosano. Foto: fornita dal team.

Secondo Nghiem Phan Minh Ngoc, studente presso l'Università di Economia dell'Università Nazionale del Vietnam di Hanoi e rappresentante del gruppo di ricerca, un'indagine condotta su 156 famiglie ha rivelato che fino al 72,4% di esse incontrava difficoltà nell'accesso all'acqua potabile, mentre più della metà utilizzava ancora acqua di fiumi, stagni e laghi per le attività quotidiane.

Partendo da questa premessa, il team ha sviluppato un sistema di filtrazione biologica multistrato in grado di trattare simultaneamente acqua acida, acqua salmastra e acqua leggermente salata. L'aspetto peculiare del progetto risiede nell'utilizzo di sottoprodotti come gusci di gamberi, gusci di granchio, gusci di ostriche, fibra di cocco e fondi di caffè per creare materiali di bio-nanofiltrazione.

Oltre a contribuire alla soluzione del problema dell'acqua potabile, il progetto apre anche la strada al riutilizzo di una grande quantità di rifiuti agricoli e acquatici che spesso vengono sprecati o gravano sull'ambiente. Dopo l'uso, i nuclei filtranti possono essere riciclati e trasformati in fertilizzante per gli alberi di Melaleuca, una specie considerata lo "scudo ecologico" del delta del Mekong per la sua capacità di migliorare i terreni acidi e salini.

Con un prezzo di vendita previsto di circa 519.000 VND per core, il team spera che il prodotto sia ampiamente accessibile alle famiglie rurali. Attualmente, il progetto si è classificato tra i primi 20 in diverse competizioni per startup, come Techfest Vietnam e Kawai Startup.

Mentre CHITOFLOW cerca soluzioni al problema dell'acqua potabile, VINA-MYCO, un progetto di studenti dell'Accademia Bancaria e dell'Università di Ingegneria Civile di Hanoi, si concentra sulla lotta contro l'"inquinamento bianco".

Riconoscendo la crescente quantità di rifiuti di plastica, il team ha studiato l'applicazione del micelio fungino Mycelium per legare i sottoprodotti agricoli come paglia e segatura, creando un materiale bio-ammortizzante in sostituzione della tradizionale schiuma di polistirene espanso (EPS).

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Prodotti del progetto VINA-MYCO. Foto: VT

Il prodotto offre una resistenza agli urti paragonabile alla schiuma industriale, è naturalmente ignifugo, idrorepellente e, soprattutto, è completamente biodegradabile nel terreno entro 45-90 giorni. Invece di bruciare la paglia dopo il raccolto, con conseguente inquinamento atmosferico, questo modello trasforma i rifiuti agricoli in materiali economicamente preziosi.

Secondo Pham Phuong Anh, membro del team, la domanda di imballaggi ecocompatibili è in aumento poiché molte aziende esportatrici devono rispettare standard ambientali internazionali come ESG, EPR o la "tassa verde" dell'Unione Europea. Pertanto, VINA-MYCO non si limita a vendere prodotti, ma mira anche a costruire un ecosistema per supportare le aziende nella loro transizione ecologica.

Imprenditorialità e responsabilità sociale

Anziché perseguire la crescita a tutti i costi, molte startup studentesche oggi mostrano una nuova tendenza: porre al centro la responsabilità sociale e lo sviluppo sostenibile.

Il progetto HerbFire, realizzato da studenti della Facoltà di Economia dell'Università Industriale di Hanoi e dell'Università Nazionale di Economia, ne è un ottimo esempio. Il gruppo utilizza i sottoprodotti della cannella e gli scarti di legno provenienti da Yen Bai per produrre pellet di biomassa ecocompatibili.

Anziché essere bruciate, processo che produce emissioni, le materie prime vengono raccolte, essiccate e compresse in pellet combustibili che bruciano in modo uniforme e producono meno fumo e polvere. La caratteristica distintiva di HerbFire è il suo leggero profumo naturale di cannella, che lo rende ideale per barbecue, attività all'aperto e ambienti immersi nella natura.

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Compresse ricavate da sottoprodotti della cannella. Foto: VT

Oltre a contribuire alla riduzione delle emissioni, il modello apre anche nuove fonti di reddito per le popolazioni delle regioni produttrici di cannella, promuovendo così la tendenza verso l'energia pulita e il consumo ecocompatibile.

Secondo il dottor Bui Duy Hung, vicedirettore della Facoltà di Economia dell'Accademia Bancaria, il valore aggiunto degli attuali progetti studenteschi risiede nella combinazione di pensiero imprenditoriale e responsabilità sociale. "Questi studenti non solo possiedono una visione a lungo termine, ma anche uno spirito di impegno per la creazione di valori positivi per la società", ha commentato.

Molti esperti ambientali ritengono inoltre che la partecipazione dei giovani stia dando un impulso cruciale alla transizione verde in Vietnam. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP), l'economia circolare e l'innovazione giovanile saranno fattori chiave per aiutare i paesi a ridurre le emissioni e a utilizzare le risorse in modo più efficiente in futuro.

Nel frattempo, il rapporto dell'UNICEF "Giovani e azione per il clima" sottolinea che i giovani non solo sono fortemente colpiti dai cambiamenti climatici, ma sono anche una forza trainante nella creazione di soluzioni innovative per lo sviluppo sostenibile.

Dai progetti di biofiltrazione agli imballaggi biodegradabili, fino ai combustibili da biomassa, i giovani vietnamiti stanno dimostrando che la tutela dell'ambiente non è più solo uno slogan, ma si è trasformata in azione concreta. Ancor più importante, i giovani stanno trasformando i materiali di scarto in nuove risorse, facendo della responsabilità sociale una forza trainante per l'innovazione e contribuendo a rendere l'imprenditoria verde una tendenza di sviluppo sostenibile per il futuro.

Fonte: https://hanoimoi.vn/tai-che-phu-pham-mo-loi-cho-tuong-lai-xanh-934642.html


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