
Attualmente, quasi il 30% della popolazione mondiale soffre di allergie - Foto: FREEPIK
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) avverte che entro il 2050 circa il 50% della popolazione mondiale potrebbe soffrire di almeno una forma di allergia, un netto aumento rispetto all'attuale percentuale di circa il 30% e al 5-10% degli anni '80. Gli esperti definiscono questo fenomeno una "epidemia silenziosa" a causa dell'impatto dell'urbanizzazione, dei cambiamenti climatici e dell'evoluzione degli stili di vita.
La dottoressa Sophie Silcret-Grieu, allergologa e membro dell'Associazione francese per l'asma e le allergie, ha affermato che le strutture sanitarie stanno ricevendo un numero crescente di pazienti con allergie, che vanno dalle allergie respiratorie e dalla dermatite atopica alle allergie alimentari.
Una delle ragioni principali è l'urbanizzazione, che porta i bambini ad avere sempre meno contatti con la natura e con l'ambiente microbico naturale. Molti studi dimostrano che i bambini che crescono in fattoria tendono ad avere un rischio minore di allergie rispetto ai bambini che vivono in aree urbane, perché il loro sistema immunitario viene esposto precocemente ai batteri presenti nel suolo e nell'ambiente degli allevamenti.
Anche il cambiamento climatico è considerato un fattore che aggrava le allergie. L'aumento delle temperature sta prolungando la stagione dei pollini e molte piante allergeniche come l'ambrosia, il cipresso e la violacciocca si stanno diffondendo nell'Europa settentrionale.
L'inquinamento atmosferico contribuisce anche all'aumento delle malattie allergiche. Le emissioni del traffico e dell'industria irritano la pelle e le vie respiratorie, rendendo l'organismo più sensibile agli allergeni. Inoltre, l'ozono e il biossido di azoto alterano la struttura dei granuli di polline, rendendoli più "aggressivi" nei confronti del sistema immunitario.
Inoltre, i cambiamenti nelle abitudini alimentari moderne hanno aumentato il rischio di allergie. Gli esperti hanno riscontrato un numero crescente di casi di allergia al kiwi, ai semi di sesamo e a molti altri alimenti importati.
In particolare, si ritiene che gli alimenti ultra-processati, come la pizza prodotta industrialmente, le carni impanate e fritte o i prodotti contenenti molti additivi, indeboliscano il sistema immunitario. Alcuni additivi, come la gomma di guar – un addensante comune nell'industria alimentare – possono addirittura causare gravi reazioni allergiche che possono sfociare in shock anafilattico.
I medici avvertono di non sottovalutare alcuna reazione allergica, nemmeno quelle lievi, poiché la condizione può peggiorare se non monitorata e trattata tempestivamente.
Grazie a nuovi test molecolari e terapie biologiche, sono stati compiuti progressi significativi nel trattamento delle allergie gravi. Tuttavia, i costi delle terapie rimangono elevati. Gli scienziati prevedono ora che i vaccini contro le allergie rappresenteranno la prossima svolta, e alcuni studi sugli animali hanno mostrato risultati promettenti.
Fonte: https://tuoitre.vn/who-canh-bao-di-ung-dang-thanh-dai-dich-toan-cau-20260507222358691.htm








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