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Giornalisti moderni con strumenti di intelligenza artificiale; immagine generata da ChatGPT. (Immagine a scopo illustrativo) |
A livello individuale, i giornalisti possono anche utilizzare strumenti di intelligenza artificiale gratuiti come ChatGPT, Gemini, DeepSeek, Canva, Magisto, InVideo, PressAssistant… per le attività fondamentali della professione: ricerca, scoperta e sviluppo di argomenti; raccolta ed elaborazione di informazioni e dati; e produzione di articoli. In un istante, ChatGPT può scrivere un commento di 2.000 parole, fornire 5-10 opzioni di titolo per un articolo e correggere tutti gli errori di ortografia… Questa “capacità” dell'IA ha portato molti a chiedersi: l'intelligenza artificiale può sostituire il ruolo dei giornalisti?
L'intelligenza artificiale può scrivere articoli, ma…
L'intelligenza artificiale (IA) è semplicemente uno strumento. Le manca la capacità di valutare il contesto sociale o le motivazioni alla base delle informazioni, il che può facilmente portare alla riproduzione di notizie false o contenuti di parte senza verifica. L'IA non "comprende" il mondo come gli esseri umani. Impara solo a prevedere la parola successiva basandosi su modelli probabilistici derivati da dati appresi, ma non è in grado di distinguere tra giusto e sbagliato. Se la domanda dell'utente non contiene informazioni sufficienti nei dati di addestramento, l'IA potrebbe... inventare contenuti per "colmare la lacuna". Gli esperti definiscono questo fenomeno "allucinazione da IA": un problema serio e comune nell'utilizzo di modelli linguistici come ChatGPT.
Ed è chiaro a tutti che l'intelligenza artificiale non può sostituire i giornalisti nella raccolta di dati sugli eventi e nell'esperienza diretta delle cose, dall'indagine sul luogo e l'intervista ai testimoni alla comprensione del contesto sociale: attività che i giornalisti professionisti devono sempre svolgere.
Inoltre, sussiste il rischio di plagio o di copia di informazioni senza la dovuta attribuzione. L'intelligenza artificiale è priva di etica professionale, ovvero di quelle qualità che definiscono l'integrità e la responsabilità di un giornalista al servizio della verità e del pubblico. In aggiunta, l'uso improprio dell'IA può portare all'omogeneizzazione dei contenuti, soffocando l'individualità creativa e la voce distintiva che è l'anima del giornalismo.
Pertanto, l'IA può creare opere giornalistiche, ma affinché queste siano fruibili, necessitano della "guida" di un giornalista; vale a dire, il giornalista deve saper controllare l'IA come strumento.
In quali ambiti l'intelligenza artificiale non può sostituire i giornalisti?
L'intelligenza artificiale non possiede l'intuizione, il senso sociale o il "fiuto professionale" di un vero giornalista investigativo. I giornalisti non dovrebbero preoccuparsi che l'IA li sostituisca; può sostituire alcuni compiti ripetitivi (come la correzione degli errori di ortografia, ad esempio), ma non è in grado di individuare e perseguire la verità.
L'intelligenza artificiale è un robot, quindi non può costruire relazioni con le fonti, porre domande insidiose, controargomentare o mettere in discussione le informazioni durante le indagini. Il giornalismo moderno ha bisogno del ruolo degli scrittori, che possono consigliare, criticare e guidare. L'intelligenza artificiale non può sostituire i giornalisti nella loro esperienza di vita, necessaria per comprendere a fondo le questioni sociali, l'etica, i pregiudizi, la storia e le zone grigie dell'informazione. E poiché l'intelligenza artificiale è un robot, non può trasmettere emozioni, tono personale o empatia, elementi cruciali per coinvolgere il pubblico.
Naturalmente, i giornalisti e le testate giornalistiche sono personalmente e legalmente responsabili nei confronti del pubblico e della legge. L'intelligenza artificiale no. Le questioni relative a inesattezze, pregiudizi o notizie false richiedono tutte una verifica finale da parte di un essere umano.
Inoltre, sebbene l'IA possa simulare, non può creare un nuovo stile, un linguaggio proprietario o un approccio inedito. Un'ottima scrittura spesso scaturisce dall'esperienza personale e dall'incontro con la realtà. In altre parole, all'IA manca la capacità di raccontare storie uniche e creative, un requisito fondamentale per produrre un buon lavoro giornalistico.
I giornalisti nell'era dell'intelligenza artificiale
È evidente che i giornalisti devono ormai convivere con l'intelligenza artificiale nel loro lavoro. Tuttavia, l'IA offre un valido supporto ai singoli giornalisti solo per compiti che prevedono l'automazione di attività ripetitive come la traduzione automatica, il controllo ortografico, la redazione di comunicati stampa, la sintesi di bilanci o la scrittura di articoli descrittivi e neutrali che non richiedono emozione o indagine.
I giornalisti possono utilizzare l'intelligenza artificiale per agevolare analisi e ricerche rapide, sintetizzare documenti, estrarre punti chiave da migliaia di documenti in breve tempo e creare automaticamente grafici e infografiche.
Come già accennato, l'intelligenza artificiale non può sostituire i giornalisti, soprattutto nel processo di creazione di opere giornalistiche, inclusi articoli di opinione e giornalismo investigativo.
Tuttavia, per utilizzare efficacemente l'IA, i giornalisti devono anche possedere conoscenze specialistiche e una mentalità tecnologica. Devono comprendere a fondo i principi dell'IA per formulare domande efficaci (suggerimenti). I giornalisti moderni devono saper integrare l'IA per supportare la raccolta di informazioni, l'analisi dei contenuti e la creazione di dati, garantendo al contempo che i ruoli di editing e verifica umani siano mantenuti.
I giornalisti devono padroneggiare la tecnologia anziché diventarne dipendenti: è fondamentale evitare di affidarsi all'intelligenza artificiale per produrre contenuti in massa senza censura, guida o creatività da parte dei giornalisti. L'IA può sintetizzare rapidamente le informazioni, ma non può sostituire il ruolo della verifica umana. In ultima analisi, la responsabilità dell'accuratezza e della veridicità delle informazioni ricade sui giornalisti.
Gli esperti raccomandano che, qualora l'intelligenza artificiale venga utilizzata per generare in parte o per intero un articolo, tali informazioni siano rese trasparenti (in misura variabile) all'interno dell'articolo stesso.
In sintesi, l'IA è uno strumento, non un giornalista. I giornalisti del futuro non potranno semplicemente "scrivere bene", ma dovranno anche "scrivere in modo intelligente", sapendo combinare tecnologia, dati e valori umanistici per creare informazioni affidabili, approfondite e stimolanti.
Phan Van Tu
Fonte: https://baodongnai.com.vn/xa-hoi/202506/tri-tue-nhan-tao-co-thay-the-duoc-vai-role-nha-bao-ee105c1/
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