
I capitali stanno fuggendo dai mercati emergenti?
Le sedute di trading di fine maggio hanno continuato a evidenziare chiaramente la divergenza tra i mercati finanziari globali.
Negli Stati Uniti, indici chiave come l'S&P 500, il Nasdaq e il Dow Jones hanno raggiunto nuovi traguardi storici. Anche in Asia, Giappone, Corea del Sud e Taiwan hanno esteso i loro forti guadagni, spingendo molti indici a massimi storici. La principale forza trainante di questa impennata dei prezzi rimane la storia dell'intelligenza artificiale e dell'industria dei semiconduttori.
Il fatto che la statunitense Micron e la sudcoreana SK Hynix siano entrate a far parte del gruppo di aziende con una capitalizzazione di mercato superiore a 1.000 miliardi di dollari non rappresenta solo un traguardo per queste due società. Segnala anche che i capitali internazionali si stanno concentrando sempre più sugli asset di crescita legati all'intelligenza artificiale, un settore considerato un nuovo motore della crescita economica globale.
Inoltre, i segnali di rallentamento dell'inflazione negli Stati Uniti hanno attenuato le preoccupazioni del mercato circa la possibilità che la Federal Reserve (Fed) continui ad aumentare i tassi di interesse. Le aspettative di un contesto monetario più stabile hanno ulteriormente favorito un forte afflusso di capitali nei titoli tecnologici e nei mercati che beneficiano direttamente della corsa all'intelligenza artificiale.
Tuttavia, il rovescio della medaglia di questa tendenza è lo spostamento di capitali da molti mercati emergenti. Mentre i giganti della tecnologia continuano ad attrarre investimenti globali, i mercati del Sud-est asiatico rischiano una contrazione della liquidità e un calo della loro attrattiva relativa per gli investitori internazionali.
Gli sviluppi in Vietnam riflettono in parte questa tendenza. La scorsa settimana, gli investitori stranieri hanno continuato a vendere netti per oltre 5.000 miliardi di VND, segnando l'undicesima settimana consecutiva di vendite nette. Complessivamente, dall'inizio dell'anno, il valore netto delle vendite ha superato i 65.000 miliardi di VND. Ciò non rappresenta solo una pressione a breve termine sul mercato, ma dimostra anche che il Vietnam sta risentendo del processo di riallocazione globale dei capitali.
Giugno sarà un test per il VN-Index.
A differenza dell'euforia che ha caratterizzato molti mercati internazionali, l'indice VN-Index ha chiuso maggio con la seconda settimana consecutiva di ribassi. In particolare, la pressione al ribasso non è derivata da pochi singoli titoli, ma si è diffusa all'intero mercato.
La liquidità è crollata al livello più basso da circa un anno, indicando un sentimento di cautela tra gli investitori. In assenza di informazioni di supporto sufficientemente solide, i capitali tendono a rimanere in disparte piuttosto che partecipare ad acquisti speculativi come nelle precedenti correzioni.
Il mese di giugno si preannuncia particolarmente cruciale per i mercati finanziari globali, in quanto diverse importanti banche centrali, come la Banca Centrale Europea (BCE) e la Banca del Giappone (BoJ), terranno le proprie riunioni di politica monetaria. Nel frattempo, in molte economie asiatiche si è manifestata una tendenza alla stretta monetaria, che esercita ulteriore pressione sui costi del capitale e sulla fiducia degli investitori nella regione.
Sul fronte interno, il mercato attende i dati macroeconomici di maggio per valutare lo stato di salute dell'economia e le prospettive di profitto delle imprese nei prossimi mesi. Questo è considerato uno dei fattori che potrebbero contribuire a migliorare la fiducia degli investitori dopo un lungo periodo di scarsità di informazioni.
Un altro fattore degno di nota è l'effetto Coppa del Mondo. I dati delle ultime stagioni mostrano che la liquidità del mercato azionario tende a diminuire durante i tornei, poiché l'attenzione dei singoli investitori viene distolta da altri eventi. Tuttavia, questo evento crea anche opportunità per alcuni settori, come la vendita al dettaglio, l'elettronica, l'alimentare e le bevande, di beneficiare di una maggiore domanda da parte dei consumatori.
Dal punto di vista tecnico, MBS Securities ritiene che il trend di medio e lungo termine dell'indice VN non sia stato interrotto, poiché l'indice si mantiene al di sopra delle principali medie mobili. Tuttavia, la correzione dal picco, accompagnata da una netta contrazione della liquidità, suggerisce che il mercato probabilmente necessita di più tempo per ritrovare un nuovo equilibrio.
In questo contesto, giugno può essere considerato un "stress test" per il mercato azionario vietnamita. Con la pressione di vendita netta da parte degli investitori stranieri ancora in corso, i flussi di capitale globali che continuano a privilegiare gli asset legati all'intelligenza artificiale e il contesto dei tassi di interesse globali che rimane volatile, è probabile che la cautela resti il sentimento dominante sul mercato.
Ciò che gli investitori devono monitorare in questo momento non è solo il livello dell'indice VN, ma soprattutto il momento in cui i capitali rifluiranno sul mercato. Solo quando la liquidità migliorerà e la pressione a ritirare capitali diminuirà, il mercato avrà le basi per formare un trend rialzista più sostenibile nella seconda metà dell'anno.
Fonte: https://thoibaonganhang.vn/an-so-nao-can-chu-y-voi-chung-khoan-thang-6-182828.html








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